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MOBILI ULRICH PRESENTATI DA G. MORAZZONI EDIZIONI LUIGI ALFIERI MILANO 1945

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MOBILI ULRICH PRESENTATI DA G. MORAZZONI EDIZIONI LUIGI ALFIERI MILANO 1945

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GUGLIELMO ULRICH

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Superflua ci pare l’esposizione del curriculum vitae di Guglielmo Ulrich: tanto la persona, quanto l’opera son ben noti, sia in Italia che all’estero, a tutti coloro che s’interessano ai tormentati orientamenti dell’arte contemporanea, e fra costoro chi meglio sa apprezzarne le proposte e le realizzazioni sono i pratici dell’arredamento moderno, gli amatori dell’arte decorativa e gli studiosi dell’architettura applicata. Sin dalle loro iniziali manifestazioni le Triennali di Monza e di Milano ebbero Guglielmo Ulrich fra i più convinti promotori delle novissime e dinamiche concezioni architettoniche e decorative creatrici di quel Novecento che indubbiamente rimarranno come genuina e ben rappresentativa estrinsecazione dello stile della nostra travagliatissima epoca. Guglielmo Ulrich tra gli innovatori del gusto contemporaneo è però uno dei più vigilanti ed equilibrati, e per questo persuasivo ed efficace: bizarrie e stravaganze non lo seducono, anche quando cede all’audacia di una linea ardita e non ancora collaudata dall’uso. Canone fondamentale della sua maniera è la semplicità e la praticità, sempre raggiunte attraverso una spontanea proporzione di linee logicamente ideate, e messe in valore per mezzo di una eccezionale preziosità di esecuzione, che lo persuade anche a tentare l’inconsueta applicazione di materie che l’uso corrente direbbe non adatte al mobile arredamentale della casa. Infatti tra il 1930 e il 1936 noi lo vedremo presentarci mobili di assoluta praticità rivestiti di pelle di pesce, di pergamenа, di specchio, di lamiera di rame; molti se ne meravigliavano ma nello stesso tempo ammiravano, compresi anche coloro ch’erano ben addentro nella storia dell’arredamento antico italiano, anzi questi ultimi piacevolmente constatavano che col nostro arredatore trovava ben cospicua appli-

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cazione un tentativo timidamente esperimentato nei secoli XV, XVI e XVII solo come privilegio di pochissimi raffinati. Con Guglielmo Ulrich si riprende una consuetudine che ha ben significativi precedenti nelle epoche più gloriose dell'arte italiana, in cui artisti d'altissimo valore non sdegnarono di occuparsi dell'arredamento della casa e idearono modelli anche per gli umili artigiani. Il nostro architetto da pratico milanese è però attento indagatore delle aspirazioni più assillanti della nostra società contemporanea per la quale sono ormai diventate una inderogabile necessità il decoro della forma e la eletta sua materializzazione: per questo Egli ci presenta modelli creati non per il soddisfacimento, sia pur elevato del singolo, ma tali che possono essere accolti anche da vaste masse educate all'equilibrio e alla finezza. La realizzazione di queste per noi insolite applicazioni, sotto la guida del loro stesso ideatore avvenne in modo particolare colla collaborazione intelligente di industriali e di artigiani, che a lor volta vollero dimostrare come in Italia in fatto di preziosità di esecuzione si sappia pareggiare la più esperta mano d'opera straniera, la francese e l'inglese comprese. L'Ar. Ca. (Società Arredamento Casa), Attilio Scaglia, Jannace & Kovacs, e specialmente questi ultimi due oltre che eccellenti esecutori, seppero essere fedeli interpreti di un artista che alla pomposa vistosità antepone l'austera sincerità, perché non è insensibile alle aspirazioni di tanti che la casa amano arredata da soli mobili utili, pratici, indispensabili, non faticosi, ma sobriamente eleganti e la cui bellezza è tutta nella materia e nella sagoma. Non per orgoglio, ma per assumere la totale responsabilità, le sue realizzazioni, Guglielmo Ulrich, accompagna con la propria firma, convinto ch'esse fan parte ben rappresentativa del documentario della nostra epoca.

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DESCRIZIONE DELLE TAVOLE

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I MOBILI RIPRODOTTI IN QUESTA RACCOLTA SONO STATI REALIZZATI DA AR. CA. (Società Arredamento Casa) --- 1930-1936 --- ATTILIO SCAGLIA. Milano --- 1936-1943 --- JANNACE & KOVACS. Milano --- 1936-1945 --- MOSÈ TURRI. Bovisio --- 1939-1944 --- ALFREDO TORNAGHI. Bernareggio --- 1939-1944 --- collaborando nella realizzazione Giusto Carugati. Fotografie di Secco d’Aragona, Emmer, Porta di Milano

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TAVOLA 1. N. 1. TAVOLO DA MURO IN CRISTALLO MOLATO E PERGAMENA. 1936. Piano rettangolare con fascia piatta, sorretta da quattro pilastri pieni, dal basso zoccolo di noce scuro. La fascia ed i pilastri rivestiti da formelle di cristallo molato a fondo argentato. Piano in pergamena naturale lucidata a spirito. TAVOLA 2. N. 2. TAVOLO DA MURO IN MOGANO SCURO. 1936. Gambe fortemente rastremate, abbinate ed unite per mezzo di due traverse curve innestate verso il piede. Le gambe sono innestate sul fianco del piano semicircolare a profilo ravvivato da tre costolature tondeggianti. N. 3. TAVOLO DA MURO IN MOGANO. 1942. Piano arrotondato sui fianchi, sorretto da tre gambe fusiformi ed a punta congiunte verso il piede da traversa curva descrivente un semicerchio. Al piede puntale di bronzo tornito e dorato. TAVOLA 3. N. 4. TAVOLO DA MURO IN NOCE. 1942. Piano semicircolare sorretto al centro da una colonna scanalata alquanto rastremata verso la metà: al piede anello tondeggianti. N. 5. TAVOLO DA MURO IN NOCE. 1940. Gambe rastremate, appuntite e a pianta quadrangolare; dado alla coscia entro il quale s'innesta la fascia a sagomatura geometrizzante. TAVOLA 4. N. 6. TAVOLINO DA CENTRO IN PERGAMENA. 1934. Gambe a pianta quadrata fondentisi colla fascia piatta sul lato maggiore e arrotondata sul lato minore. Piano e ossatura rivestiti in pergamena naturale lucidata a spirito. N. 7. TAVOLO DA CENTRO RIVESTITO IN CUOIO. 1940. Fianchi pieni a pilastro sorretto da bassissima piattaforma in bronzo dorato. I fianchi si fondono col piano dalla fascia piatta e suddivisa in tre comparti. Spigolo a smussatura arrotondata. Rivestimento di cuoio naturale ravvivato da risentite incisioni.

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TAVOLA 5. N. 8. TAVOLINO DA CENTRO IN EBANO INTAGLIATO. 1936. Gamba a pianta quadrata innestata a intelaiatura congiunta da due traversine piatte. Il minuto intaglio imita la variegazione delle fibre vegetali. Lucidatura a pulimento. Piano di cristallo inserito entro scanalature pratiche nella intelaiatura. N. 9. TAVOLO DA CENTRO IN NOCE. 1936. Piano rettangolare sorretto da tre gambe in forma di targa rinforzate alla base da semplice gola e congiunte fra di loro da due traverse quadrangolari. TAVOLA 6. N. 10. TAVOLO DA MURO IN MOGANO. 1936. Fianchi pieni: fascia lievemente sagomata e fusa col fianco alquanto divaricato ed appuntito alla base. Piano di marmo rosso di Francia. TAVOLA 7. N. 11. TAVOLO DA MURO IN MOGANO. 1941. Piano dal profilo animato da scanalatura, sorretto da tre gambe tonde a punta alquanto divaricate verso il piede. N. 12. TAVOLO VETRINA IN LEGNO DORATO E PERGAMENA. 1937. Gambe a pianta quadrata e suddivisa in quattro zone da scanalature, innestate ad alta fascia a sua volta suddivisa a rettangoli distribuiti orizzontalmente su duplice ordine. La faccia interna della gamba in lastra di legno dorato. Piano di cristallo racchiuso da larga zona piatta a rettangoli, profilata alla battuta da filetto tondeggiante dorato. Rivestimento in pergamena naturale lucidata a spirito. TAVOLA 8. N. 13. TAVOLO DA MURO IN NOCE SATINATO. 1936. Piano rettangolare dalla spessa fascia sorretto da pilastri pieni. Il piano incassato in travertino antico. SPECCHIO DA MURO. Lastra incisa entro cornice rivestita di pelle di cinghiale. TAVOLA 9. N. 14. CREDENZA A MEZZA LUNA IN CILIEGIO. 1942. Sorretta da quattro esili gambe a punta ed a pianta quadrangolare: sul davanti due sportelle riquadrate da piatto riporto nastriforme. Altre due sportelle convesse si aprono sul fianco. Piano liscio; sulle sportelle del fronte maniglia in bronzo cesellato e dorato. TAVOLA 10. N. 15. STIPO IN EBANO ED AMORETTO, RIVESTITO DI PELLE DI PESCE. 1932. Rettangolare col piano calatoio suddiviso in quindici riquadrature distribuite orizzontalmente su tre piani. Rivestimento di pelle di pesce colore d'avorio. Lo stipo posa su massiccia base in ebano intagliato, formata da pilastri pieni lievemente divaricati alla base, entro i quali è innestato un piano arricchito da due lunghi riporti a nervatura tondeggiante in legno di amoretto. Ai lati dello stipo due maniglie ad archetto. N. 16. STIPO IN CILIEGIO INTARSIATO. 1939. Rettangolare e su alte gambe a punta. Piano calatoio intarsiato a disegno geometrico. Sotto il piano calatoio si aprono nove tiretti distribuiti orizzontalmente su tre piani colla fronte animata da pomoli a bottone in bronzo dorato. SGABELLO IN CILIEGIO. Gambe tonde, divaricate al piede, e innestate nel sedile: imbottitura a molle rivestita di raso chiaro.

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TAVOLA 11. N. 17. SCRIGNO-BAR IN LEGNO DORATO E PERGAMENA TINTA. 1934. Sorretto da esili gambe fusiformi appuntite e con anello tondeggianti al piede. Fronte e fianchi dritti, rivestiti da pergamena tinta in turchino e lucidata a spirito, suddivisa in zone quadrangolari marcate da risentite incisioni. Sul davanti due sportelle riquadrate da nervature tondeggianti e dorate: maniglie ad anello in avorio. N. 18. CREDENZA IN NOCE SATINATO E RADICA DI TUIA SABBIATA. 1934. Fronte e fianchi dritti, intelaiati in noce satinato, fronte in radica di tuia, suddiviso in nove comparti disposti orizzontalmente su tre piani, ai quali corrispondono sportelle ribaltabili, tutte munite da pomolo a bottone piatto in avorio. Piede basso rastremato ed a pianta circolare. Piano noce satinato. TAVOLA 12. N. 19. CASSETTONE DI NOCE E PALISSANDRO. 1939. Gambe rastremate a pianta quadrangolare: corpo assai allungato, con nove tiretti distribuiti orizzontalmente su tre piani. La fronte di ciascun tiretto costituita da dieci sbarrette congiunte verticalmente e centrate da maniglia di legno arricchita da grossa borchia di bronzo animata da figure allegoriche delle Arti modellate a bassorilievo. Il fianco diviso in tre zone. Le filettature dan risalto ad intarsio a spinapesce di palissandro. Al piede puntali in bronzo dorato. N. 20. CASSETTONE IN PERGAMENA. 1934. Fronte e fianchi dritti sorretti da bassi piedi a pianta quadrangolare. Cinque tiretti dalla fronte arrotondata agli angoli e ravvivati da due maniglie nastriformi in bronzo dorato. Rivestimento di pergamena naturale lucidata a spirito. TAVOLA 13. N. 21. CASSETTONE IN NOCE SATINATO E PERGAMENA. 1934. Gambe tornite, lievemente rastremate con ghiera di bronzo dorato al piede. Fronte e fianchi dritti; il fronte è diviso in tre zone nelle quali si aprono tre tiretti con piccole maniglie semicircolari in bronzo dorato. Rivestimento di pergamena naturale lucidata a spirito. N. 22. STIPO IN LASTRA D'OTTONE E MOGANO SCURO. 1936. Ossatura piatta in mogano entro la quale si aprono cinque tiretti ed un piano calatoio rivestiti di lastra d'ottone animati da maniglie nastriformi in bronzo dorato. All'interno scomparti e tiretti. Il piede sostituito da semplice zoccolo in ottone. TAVOLA 14. N. 23. STIPO CON MENSOLE IN MOGANO. 1928. Fronte e fianchi dritti. Sul davanti, circoscritti da sagometta, si aprono tre tiretti ed il piano calatoio, sormontati da piccolo scaffale centrato da due piccoli tiretti. Il piano calatoio cela ripostigli e tiretti in toulipier. Lo stipo, fiancheggiato lateralmente da due mensole, posa su larga base costituita da due pilastri pieni disposti obliquamente e dallo spigolo arrotondato. SGABELLO IN MOGANO. Sedile in cuoio naturale adagiato su base costituita da due pilastri pieni alquanto divaricati verso il piede. TAVOLA 15. N. 24. TOLETTA IN TULIPIER. 1935. Da muro; sorretta da quattro gambe fusiformi, a punta e disposte sul fianco semicircolare: il piede entro ghiera di bronzo dorato. Sul piano si aprono due tiretti; un terzo tiretto occupa la fronte del mobile: ogni tiretto munito di due pomoli a bottone piatto in bronzo tornito e dorato. SPECCHIO A BILICO. Montanti in legno a fascia piatta sorreggenti una cornice rettangolare in bronzo dorato.

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TAVOLA 16. N. 25. VETRINA IN MOGANO SCURO. 1940. Fianchi dritti con lieve smusso sul davanti e divisi in sette zone da scanalature. Sportella costituita da semplice intelaiatura piatta. All'interno rivestimento di raso viola molto scuro. TAVOLA 17. N. 26. CASSETTONE CON VANÌ PER LIBRI: PALISSANDRO E RIVESTIMENTO IN PELLE NATURALE. 1935. Ossatura divisa in tre zone, delle quali la centrale ospita nove tiretti separati verticalmente da stretto e piatto montante. Le altre due zone costituiscono un vasto piano per libri: esse sono in palissandro. La zona centrale sul davanti e sui fianchi è alquanto sporgente ed è rivestita di pelle naturale. Il mobile posa su larghi dischi di palissandro. N. 27. CASSETTONE IN PALISSANDRO E RIVESTIMENTO IN PERGAMENA. 1932. Fianchi e riqadratura del fronte in palissandro con lievi modanature alla battuta dei tiretti e lieve rialzo ai lati del piano. Sulla fronte lungo tirore e due sportelle rivestite di pergamenà naturale lucidata; piccoli pomoli in palissandro. TAVOLA 18. N. 28. CASSETTONE CON STIPO IN ZEBRANO SPAZZOLATO E CUOIO NATURALE. 1933. A due corpi: l'inferiore alquanto allungato, in zebrano spazzolato, posa su zoccolo sostenuto ai lati da pilastrini pieni: in questo corpo sono contenuti nove tiretti distribuiti su tre piani, separati da strettissime fascette orizzontali. Adagiato sul piano col quale si fonde per mezzo di una gola, è lo stipo a due sportelle munite nel centro da grossa borchia circolare in zebrano. Lo stipo, più stretto del corpo inferiore, è interamente rivestito in cuoio naturale. TAVOLA 19. N. 29. SCRITTOIO CON SCAFFALETTO SOVRAPPOSTO IN MOGANO. 1941. Gambe rastremate a punta e a pianta quadrata congiunte alla base da traversina. Fianchi e piano calatojo dritti e lisci, come liscio e dritto è il tirore. Dietro il piano calatojo si celano ripostigli, quattro tiretti dal pomolo in ottone dorato. La vetrinetta, semplice e rettangolare, difesa da cristalli chiusi entro intelaiature tondeggianti, s'innesta allo scrittoio per mezzo di una sviluppata gola degradante entro la quale si cela un tirore. SEDIA IN MOGANO. 1941. Gambe tonde, lievemente divaricate verso il piede: fascia piatta a spigoli arrotondati, sedile alquanto ristretto verso il dorsale un poco concavo, a giorno con montanti tondi e cinque sbarrette piatte. Imbottitura incassata in seta verde. TAVOLA 20. N. 30. SCRITTOIO RIVESTITO IN PERGAMENA. 1935. Piano sorretto da pilastri pieni ravvivati alla base da zoccoletto di bronzo dorato. Fascia sagomata entro la quale si aprono cinque cassetti, dei quali i due inferiori a segmento di cerchio. Maniglie nastriformi in bronzo dorato. LIBRERIA IN NOCE SATINATO. 1935. Semplice e liscia intelaiatura piatta limitante i palchetti con ripostigli allogati nel corpo inferiore del mobile, chiusi da sportelle scorrevoli e rivestite in pelle di cinghiale naturale. Lo specchio di ogni sportello centrato da grossa borchia di noce satinato. TAVOLA 21. N. 31. SCRITTOIO IN NOCE SATINATO OPACO E ACERO BIANCO. 1934. Gambe tonde e a punta in acero innestate nella alta fascia munita ai lati da quattro tiretti. Il tirore centrale sostituito da un vano. Il corpo del mobile in noce satinato opaco. N. 32. SCRITTOIO IN MOGANO. 1934. Gambe tonde lievemente appuntite verso il piede. La fascia e i tiretti innestati nella gamba. Sul davanti la fascia è interrotta: lo spigolo interno dei tiretti inferiori è arrotondato. Maniglie in ottone.