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STILE N. 4 - Aprile 1946 Garzanti Editore - Milano Sped. abb. post. - Gruppo III

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$\mathcal{P}$ IPSE SUA MELIOR FAMA Glans REG. 65829 ... SUPERIORE ALLA PROPRIA FAMA ... ABBIGLIAMENTO MASCHILE

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$\text{SP1}$ fra tanto un vero dentifricio $\text{Suggerol}$ PASTA DENTIFRICIA Dr. $\text{SA DENTIFRICO}$ Dr. $\text{IRIDIO}$ Deposita di ALCOLI GRASSI SOLFONATI $\text{a base di}$ SOFFIT MILATI Knapp fascia oro ALL'IRIDIO ALGRASOL

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Angiolino gia A. Gambarova & C. Società per azioni Casa fondata nel 1860 Arredamento tessile della casa e dell'ufficio Ricco assortimento nei magazzeni di via G. Mazzini 7 (tram n. 4 da Corso Como = tram n. 8 da Via Farini) Telefono: 66365 tappeti stoffe per mobili tendaggi passatoie zerbin Allestimenti a richiesta --- I.E.C.I. MATTEI & C. Via Principe Amedeo, 1 - Telefono: 61116 Rappres. Gen. per l'Italia: S. A. Emile Haefely e C. - Basilea S. A. Els. E. Haefely - St. Louis INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE D'IMPIANTI: - ELETTRICI - D'ILLUMINAZIONE DI RISCALDAMENTO - FRIGORIFERI - CINE MATOGRAFICI - RADIOELETTRICI MATERIALI PER COSTRUZIONI CIVILI INDUSTRIALI E STRADALI SERRAMENTI AVVOLGIBILI IN LEGNO E IN FERRO PAVIMENTI IN LEGNO CARPENTERIA IN GENERE ARREDAMENTI Francesco MATTEI Via P. Amedeo, 1 - Telefono: 61.115 --- Giovanni Battista BROGGI CASA FONDATA NEL 1836 impresa verniciature dorature decorazioni per palazzi teatri ditte insegne antiruggini smalti verniciatura alla nitrocellulosa • MILANO VIA SANT'AGNESE 14 TELEFONO NUMERO 89-021 --- Casa e giardino Negozio di vendita: MILANO - CORSO MATTEOTTI 12, ANG. S. PIETRO ALL'ORTO - TELEFONO 71-181 Deposito e Uffici: PIAZZA CADORNА 2 - TELEFONO 82-581 • ARREDAMENTI FORNITURE UTILI E D'ARTE PER LA CASA IN CITTÀ E IN CAMPAGNA • MOBILI - SOPRAMOBILI - LAMPADARI OGGETTI D'ARTE MODERNA --- RICOSTRUZIONE! Impianti di riscaldamento di ogni sistema • Ventilazione e condizionamento aria • Impianti idraulici e sanitari Progetti e preventivi a richiesta senza impegno • OFFICINA TERMOTECNICA GUENZATI MILANO VIALE REGINA MARGHERITA, 11 TELEFONI 50.846 - 580.111

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Alpe materna mi dono il respiro...... Fiorita Lavanda Soffientini

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ANTIQUA·AR/S·NOVA TE//VTI·D'ARTE·CREATI —/V·TELAI·PRIMITIVI— GEGIA BRONZINI MILANO - GALLERIA DEL TORO - TELEFONO 76-170 VENezIA - PIAZZA S. MARCO 142 - TELEFONO 24-751 CONFEZIONI D'ARTE PER LA SIGNORA ELEGANTE ARREDAMENTI D'ARTE PER LA CASA BELLA --- AL SERVIZIO ICE FORNITURE DI GRAN LUSSO UNIFICATE | CO- MUNI | IN TUTTE LE ESSENZE • PRE- VENTIVI PROGETTI SENZA IMPEGNO AVVOLGIBILI SERRAMENTI PAVIMENTI ARREDAMENTI DELL'EDILIZIA PER LA RICOSTRUZIONE MILANO V.LE LUNIGIANA IES INDUSTRIE EDILI SPECIALIZZATE | TEL. 694818 N. 4

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STILE 4 - 1946 APRILE DIRETTORE ARCHITETTO GIO PONTI UN ANNO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L. 1600 UN SEMESTRE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 880 UN TRIMESTRE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 450 Architetti, ingegneri, artisti e artigiani, studenti d’architettura e d’ingegneria UN ANNO . . . . . . . . . . . . . . . 1440 UN FASCICOLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 160 Italia Centro Meridionale . . . . . . . . . . . . . . 170 Garzanti Editore - Milano - Via Filodrammatici, 10 Direzione e Redazione: Milano, Via Saffi 24 Ufficio di Parigi: Tony Bouilhet chez Christofle 12 Rue Royale Amministrazione: Milano Via Filodrammatici 10 - Telef. 17.754-17.755 Concessionaria per la vendita A. e G. Marco, Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità: SOCIETA per la PUBBLICITA in ITALIA (S.P.I.) Milano, Piazza degli Affari, Palazzo della Borsa - Telefonì da 12.451 a 12.457 e sue succursali --- CHE COSA SIGNIFICA LA NOSTRA COPERTINA? Questa cornice vuota significa che s’aspetta una pittura di artisti d’una nuova generazione. La cornice per la pittura dal ’14 al ’40 è gloriosamente piena, qui e in Francia (altrove esiste pittura?). Da noi c’è stato uno stuolo formidabile di maestri e di artisti con opere indimenticabili entrate nella nostra cultura e nella storia: in quella cornice hanno la loro gloriosa « posizione » De Chirico e Carrà e Marussig e Scipione, ed anche oggi proseguono entro di essa gagliardemente a dipingere Sironi e Campigli, e Morandi e Tosi, Severini e Casorati, e Rosai e Soffici; cioè quello stuolo davvero insigne di uomini che hanno definito l’episodio del « 900 » italiano, con un complesso di episodii pittorici, di temperamenti e di personalità artistiche, e di opere che sono la gloria più viva ed incontaminata di un’epoca che s’è storicamente chiusa. Entrerà in questa cornice con un nuovo linguaggio la generazione ad essi successiva — quella di Sassu, di Birolli e di Cantatore quassù e di Guttuso a Roma — o una nuova generazione irromperà? E che cosa ci dirà questa pittura? Sarà una nuova « manifestazione » generale dell’arte? Perché se ci richiamiamo al precedente illustre dell’impressionismo lo vediamo estendersi, « manifestarsi » oltre la pittura, rivelarsi non soltanto come un linguaggio pittorico, ma come la rivelazione propria di un nuovo contenuto da esprimere — la luce, la sensazione — e cioè il « mondo dell’uomo » come da lui percepito e constatato e non più i miti di una cultura: una « manifestazione » dunque di tutta l’arte, un nuovo mondo da esprimere, e non con la pittura soltanto, ma anche con le lettere, la musica e la scultura. Pur reagendovi, pur innestandovi nuove indicazioni tutta quanta la pittura è fino ad ora anche da noi direttamente consequenziale all’impresionismo, anche i « manichini », anche Campigli, anche Carrà: è ancora la diversione totale, non solo dei pittori ma degli uomini, dai contenuti evocativi generali e critici dell’arte intera che precede l’impressionismo; è la porta aperta alla constatazione esclusiva di esistenza umana, fuori e dentro di noi, cioè con tutte le indipendenze della fantasia, (la realtà dell’irreale che è in noi). Questo interrogativo per la pittura, è un’interrogativo per noi: anche per noi v’è una cornice che attende un personaggio. Perché la pittura non è esclusivamente « la pittura », essa è il linguaggio più universale nel senso che è anche la scrittura più universale, una scrittura alla portata di tutti (ma il leggerla è a volte soltanto una cosa da indovini). Ogni volta che io vedo la pittura di certi nostri artisti d’oggi, vedo ormai sempre delle buone pitture, ma ho l’impressione di sentire una voce perfetta di un coro che ancora non odo, di vedere un frammento definitivo di un affresco che ancora non discerno. La pittura oggi è misteriosa: gli opposti nei quali si dibatte non sono solo il suo dramma, sono la espressione grafica nel dramma nel quale ci dibattiamo. g. p.

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S.A.R.I.M. MOSAICI VETROSI - S. Giobbe 924 - Telefono 25145 - VENEZIA

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UNA LIBERTÀ NAURALE La forza naturale (e si potrebbe ben dire la forza maggiore, che tale è veramente in confronto alle condizioni di noi poveri uomini) la forza naturale e maggiore degli eventi vissuti si piega una volta ancora di più sulle nostre condizioni vere, cioè «originaria», quelle che più dimenchiamento ed al negli uomini. Cioè la vita, ci richiama proprio attraverso gli eventi dell'origario. Queste condizioni, come originaria, queste condizioni di Dio, se il pensiero busse che le ha dimenticate sa ancora avvicinare, ei vengono incontro col folgorante aspetto di verità. I non stessi, constatiamo ancora una volta. Se consideriamo davvero, per poterne immaginar una coesistenza sociale, la condizione originaria dell'uomo, la sua «condizione individuale di libertà» (ché nella natura ogni essere, si ricordi, è assolutamente individuale) e con la sua successiva sorte sociale di creatura umana, ecco saturire non il meschio e controverso concetto politico, o politicamente, di libertà «in funzione sociale» quali che quello del stato ossafatti a pensare, e che ti trova nemai differenti e stranili; forse, nostri espansione aspetto può emarginarsi di uno stato naturale, ma ciò è, di una libertà in Dio, un meraviglioso aspetto della libertà possibile dell'uomo, unico vero aspetto continuativo, originario, perfetto, assoluto di libertà libera: libertà naturale. Cattolici, tocca a voi avviacire gli uomini, col coraggio di Cristo, alle realtà naturali, alla realtà di Dio, ed in fatto di libertà a strapparli dal concetto — fosse anche il più civile o civico, organizzato e leggerato. — di una libertà amministrata o somministrata, ed innalzarli al riconoscimento di una libertà vera, fondamentale da originaria, di una libertà di Dio: forse solo da questo riconoscimento sarà dato tutti uomini di risalire ad identificare anche un uomo naturale, un uomo vero, un uomo di Dio, una vera paradiso umana, ed a superno prendere questa. Ma consola, se la natura federò, domenotivamente rappresentazione, cosa è questa libertà naturale? E semplicemente quella incredibile libertà della quale ci dan spettacolo, in una loro armoniosità anarchica meravigliosamente funzionale, tutte le altre creature. Questa incredibile libertà della loro natura e coesistenza, questa loro perfetta libertà individuale posta da Dio sotto i nostri occhi, ha la bellezza, la maestà, la pace, la continuità, l'inalterabilità, l'impossibilità suprema della natura stessa, del cielo e della terra. Nell'orrore piavento delle dolorese vicende umane e della guerra, abbiamo alzato milite volte il dio occhi al cielo intatto ed intantiglio, o abbiamo mirato acque e campagne e siamo impissibili assortiti ad attoniti di fronte alla arecna bellezza della natura imparassibilmente procedente no tempo che abbiamo misurata il parangone di quella serentia, qui steso la volta misurando della nostre passioni e cominciando a la loro insensata avvitata. Ma una constatazione ugualmente encomonatore noi possiamo fare se guardiamo anche attorno a noi, non solo alla più piccole che ci accostano con la loro coesistenza e pure sono tanto indipendenti di noi e la cui vita si svolge non solo in una autonomia altrettanto arecana, procedente ed impossibile di quella del cielo e della terra di fronte alle violenze e demenze che ci scuontono, ma in più in una sconfinita libertà che ci lascia stupiti come di fronte ad un mistero di esistenza e di coesistenza, al quale si aggiunge il fatto meraviglioso che questa libertà è servita da tutte le «assistenze» della natura. Ma noi sentiamo che questa libertà naturale è pur stata anche l'uomo: l'uomo l'hima prima violata nel suo simile — il suo pecceco originale eccolo qui, ed ecco là il suo paradiso perduto, la sua infanzia irripetibile — eppoi l'hima tanto dimenticata da non sentire che confusamente la nostalgia ed il supremo richiamo. Siete sordi a questo richiamo: non gli credete? Ciò avvieni perché noi, ischiativi dalla falsa Storia e dalle nostre impoliche opinioni polite, ci accorgiamo che questa libertà naturale esiste al mondo solo se riesce di immaginarla violata presso lo altre creature. Immagine infiniti appena un momento di vedere questa cosa incredibile; al altro essere, un passero ad esempio, che invece di essere come tutte queste deliziose libere creature, pretendesse di impadronirsi lui solo di quei grani di riso che noi gettiamo, e se li facesse accumulare dei altri passeri, poi il stesso è dimenticata perloccino. Nessun uomo riterrebbe possibile una cosa tale ne consentendo una spettacolo simile, se mai fossa possibile, e gli sarebbero ancor non solo incredibile ma tollerabile vedere un passero padroneggiare nidi di passeri, sersari per lo loro covate, e rifutarli ad altri passeri e cederli solo pacendosi da loro recare becime esuberante per lui in un suo nido fu grande degli altri. Non sparremmo subito certamente a quel passero odioso, a quell'intollerabile passero che si istituisce superpasse o marchese o commendatore dei passeri, che mettesse a certo del santo giorno altri passeri in fila e facesse per letto fatiche e servizi e parate. Il certo che questo spettacolo ogni uomo, urtato, le sentirebbe dentro di sé come lesa natura, sentirebbe che sono lesse delle creature di Dio. Tutto ciò non vero: ma tutto ciò non vero che la maggior parte dei uomini si è dimenticata perloccino. Nonsimil non solo di questa libertà incredibile non funzionare dell'altre creature, ma anche dei fenomeni meravigliosi che l'accompagnano: ciòè la sufficienza di anzi le esuberanze e splendina facilità per appareciachia d'ogni cosa e risorso per la vita libera loro (la Divina Provvidenza: cosa manca loro infatti?) la loro meraviglia eguanagliata di bellezza, di salute fisica (ei ai avete pensati?), infine la meraviglia riussita della loro società. La riaggionata degli uomini si è invece associata ed entusiasmata solo dai alveari con le loro crudeli e mostruoshe organizzazioni e gerarchie d'api regie e d'api operarie assesuate (o «brave new world») di Huxley col bel risultato — simantico destino delle organizzazioni, anche naturali, d'esse scrutta — che il prodotto del lavoro delle api vien loro portato via. Si vor non votis multificate apes. Beati invece coloro che lavorano per sé. Si estasia l'uomo soltanto se trova in natura qualcosa che assomigli alle proprie innaturali gerarchie di organizzazioni. Esulta per gli alveari, e fatica invece a capire ed a trovare «interessante» lo spettacolo pien ben meraviglioso del funzionamento incredibilmente, magistratamente perfetto delle armoniosi anarchiche della natura, e quello della sconfinita libertà delle altre creature. L'offesa di quell'ipotetico passero a quella reale libertà, certamente gli par subito spettacolo rivoltante, ma egli dovrebbe avvedersi che quella è proprio la medesima offesa che cigli tollera o inferisce ogni elemento alla propria libertà naturale, alla (propria naturalità e gioia ed alle pronte risorse per vivere che Iddio gli ha prodigato, l'offesa, vorrei dirro, alla propria condizione cristiana. Ah, richiamatoci, cattolici, col coraggio di Cristo, alla naturaleza umana, a questa libertà di Dio, a questa purezza e dignità e condizione fondamentale di vita. Di qui parta la vostra richiesta umana. Ma questa libertà naturale dellealte creature è in funzione delle provvidenze della natura per la loro vita: la libertà di esistere non si scindere da ciò: la libertà naturale dell'uomo non è che nella sicurezza dello sue condizioni di esistere. Traducete ciò in proporzioni concrete, queste condizioni sono pane, abito, casa. La libertà cristiana, che è la suprema formulazione della libertà naturale dell'uomo pensante perché lo fa responsabile di una condotta quindi precisa, questa insuperascuta libertà vuole essere servita, o cattolici — perché sia realita e non ipotesi, sia realita di vita e di sangue e non di teora, sia fattologia virile e non filosofa utopica, in quelle condizioni, in quanto, biverti, casa, che l'opera, il livore di tutti gli uomini devono dare a tutti gli uomini ni, conoscandone, concretamente, il diritto di libertà naturale. Movendo dal riconoscimento di questa libertà naturale anche nell'uomo, e di libertà dell'individuo (non sue libertà senza indi-viduo), e movendo dal riconoscimento delle sue condizioni concrete, date, o cattolici, agli uomini la nozione più vera e sicura dei diritti di vita dell'uomo, che sono solo i suoi diritti naturali, i diritti di Dio. L'uomo, individivo, non ha che diritti come non ha che diritti ogni altra creatura; diritto di vivere, di muoversi, di nutririsi, di procreare: nessun dovere. Così l'uomo non ha che diritti, ma non ha che «questi diritti, i naturali». La libertà naturale individuale è il primo di questi diritti, e il diritto di vivere la faccia di essere. I doveri degli uomini sono solo quelli sociali, di dar condizioni altrui a questi diritti e poi di rispettarli. I diritti sono tutti individuali, i doveri sono solo sociali. I doveri dell'uomo verso la società e della società verso l'uomo appaiono partire da qui ed avere questi limiti: effettuare e garantire con le opere questa cristiana libertà naturale di esistere interi, questo diritto di Dio, costanza autonomia ed indipendenza individuale: «ecostituria sempre dove concrètemente minorata o spiritualmente offessa, affinarla infine, ecco l'idiale da propori, sino a tal sublimità di coesienza individuale che permetta agli uomini, in nome ed in forza di una raggiunta civiltà interiore che diventi costume esterno, da convivere anche senza leggi. Anche gli uomini debbono aspirare ad una armontosa anarchia di vita, ad una supilla anarchia cattolica: che salò il diritto dell'uffra, come dice Isabelle Riviere — ma l'état dell'improvogance? come dice il Vangelo. Uno gioco «improvogazione motivata da una libertà di esistere. Liberateci uno dover prevedere». Mitota, fin che occorre, a Cesare qualche che è di Cesare, ed a Dio quel che è di Dio: ma io aspiri a dover sempre meno a Cesare, sempre più a Dio e poi tutto a Dio, cioè all'amore di tutte le cose e le creature «che sono». Convincere senza leggi? Ma questa è la perfetta convenzione cristiana, governata in ciascuno più che da una privata e da una forma, da un amore invece, che è qualcosa anche di più bello della civiltà stessa (esso è la civiltà estrema) e mai certamente governata da una tesera e da una legge di massa. Bondi, precise, concide, è la libertà naturale, la libertà libertà naturale governata in tutto, la politica e la sola libertà che pessa essere cristianamente concepite e servita ed asserita dai cattolici. Libertas naturales cristiane. Questa è la libertà sacra della persona umana. Questa parola libertà, profanata e ress sopsetta e rea dalla politica, libertà — sè detto — quanti delitti naturali in tuo nome, rico-giunggetela, o cattolici, al suo concetto naturale, alla sua provenienza da Dio. Nel suo significato più adecente alla vita naturale delle creature, cioè alla coesistenza di individui, è quindi essa una vera risoluzione delle coesistenza. Ma in essa non è una coesistenza di individui forzosamente resi uguagli, il che è una uguagianza che li nega, che è cioè contro l'individuo e ne abolisce la libertà (che o è rivolta) o non, sibbene è una coesistenza di individui. Inoltre, se si considera uguagli di carattere di essere, che hanno come una uguale libertà, che godono il cion di una uguale condizione concerte di libertà, (abito, cane, casa), il che è finalmente per «l'individuo» per l'uomo singolo. (Ne quale soltanto poi, noi dibbiamo e possiamo vedere il supremo rappresentante dell'umanità stessa: l'uomo singolo è il protagonista di essa, perchè essa umanità vive, per ogni uomo, solo in lui. Il mondo esiste solo individuo per individuo; Cristo numero gli uomini uno per uno, ogni volta da soli, e noi, proprio da cattolici, sappiano in ciascuno di noi — ciascuno di noi è il protagonista di tutta la vita — che l'offesa ad «un uomo» è infatti il primo fondamentale offesa che si può portare alla vita, alla umanità. Per comprendere il fendi l'offesa della vita non obblivio che intellettoriano immaginata portata a una stessa, cioè al nostro destino: misuriamo l'abbarbazionismo mostrusa e supernamamente dolorosa di una creatura umana protagonista della vita, non venuta alla vita, creata da Dio, partecipante di lui e del creato, eppoi fatta soffrire. Riconoscere in ogni individuo i termini della libertà naturale farate riconoscere, o cattolici, la prima e più alta delle condizioni di esistenza. Non si tratta di civiltà, della vantata emancipazione civile dell'uomo nella società, si tratta di emancipanti invece di un concetto civico o politicamente della libertà e riconoscono un altro, alzando gli occhi a Dio: si tratta di riconoscerne la libertà di Dio, e che ogni altra creatura ha una perfetta indipendenza individuale (tu tu mono lo cano), e se solo l'«Fa» perduto e che le idee sui tegui socii di egittura sono verarne le condizioni concrete, ed a rispettarla reciprocamente, cioè a vivere in quelle condizioni perfette di libertà che debbono comprender, come nelle altre creature viventi, certezza anche materiale di vivere, cioè di nutririsi, di coprirsi, di ricoverarsi: che questa è la vera condizione di libertà. Se questa ricoquista totale ed effettiva della libertà, che non può avverarsi che in opere e provvedimenti di una grandezza rivioluzionala gigantesca, (lavoro, pane, abito, casa a tutti) e la più difficile, se essa è una aspirazione che par temerario enunciare, è anche la più alta e bella, si la più effettivamente cristiana da richiedere è quella che cattolici debbono affrontare, se vogliono dmostrire d'esser veri cattolici. --- 1 Editor: Antoniazzi, Milano. ARCHIAS

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CASE DA MONTARE O DA COSTRUIRE? La casa «prefabbricata» è all'ordine del giorno. Il grande dibattito è: casa prefabbricata (da montare) o elementi prefabbricati (per costruire). Cioè «montaggio» o «costruzione»? Cioè «consumo» o «durata»? In ogni modo è in questione l'intervento dell'industria in tutte e due i casi, come produzioni unificate. E un fatto che qualcuna di queste case sono splendide baracche, come quelle che pubblichiamo nelle pagine contro, ma non cessano di essere baracche, (e sia detto non in senso dispregiativo). Si tratta di vedere se anche da noi l'evoluzione dell'abitazione deve prendere questa direzione. A vedere gli interni (bagni e cucine, e la lindura di altri ambienti) c'è da guadagnarci se pur diamo un addio ai veri muri. Metà, del resto, delle abitazioni in America sono così. I costruttori debbono vedere se è bene caratterizzare queste costruzioni come sono, nel loro tipo (noi siamo di questo parere) piuttosto che dar loro l'aspetto delle solite case (come è nelle case a due piani illustrate nella pagina contro in alto). --- Montaggio di una casa in legno compensato. Angolo della stanza di soggiorno nella casetta in alluminio. --- Tre vedute interne della casa in legno: Stanza di soggiorno. --- Camera da letto con armadio «incorporato» e tavolo fisso. --- Nel soggiorno: il pranzo. La cucina con gli arredi «fissi» nella casetta in alluminio. ---

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Veduta esterna della casa permanente prefabbricata (Orlit). Casetta in alluminio a Blackpool. Camera di soggiorno della casetta in alluminio. ... E CASE PIOVUTE DAL CIELO Così le classifica la Reuter che ci passa le fotografie di questa pagina e le due grandi della pagina contro. Si tratta di case in serie inglesi costruite con materiale d’alluminio recuperato da bombardieri distrutti od eliminati perché di materiali superati. Se dal cielo abbiamo visto disstruggere le case, ora le vediamo sorgere. Purtroppo queste, in certi casi non valgono quelle distrutte. In altri, sì, se si pensa agli incivili quartieri che le bombe han rivelato attraverso i loro squarci. Noi pubblichiamo tutte queste informazioni dall’estero: ci auguriamo di poter presentare presto quello che di effettivo possono fare gli italiani. Foto Reuter.