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STILE
ARCHITETTURA ARTI ARREDAMENTO
RIVISTA PER LA RICOSTRUZIONE
E PER LA CASA DI DOMANI
NEL GRANDE PROBLEMA DELLA RICOSTRUZIONE, DUE PROBLEMI CAPITALI PER TUTTI GLI ITALIANI: IL PROBLEMA DELLA SCUOLA, IL PROBLEMA DEL PAESAGGIO
In questo fascicolo: Dall’asilo alla scuola all’aperto; l’architettura nel paesaggio; due progetti di case “esatte” di Gio Ponti; la “stanza da letto esatta” di Libera, arch.; lo studio dei materiali della ricostruzione di Pietro Giulio Bosisio, ing. Primizie architettoniche di Mollino e Dazzi. Una primizia di Carrà; una testa di Marino. Una lettera e due racconti di Katherine Mansfield; una poesia di Nicola Ghiglione, scritti di Rubino Rubini. Lisa Ponti. Agnoldomenico Pica, Giambattista Repetto. Una grande discussione sull’architettura di Sergio S. Ludovici. Una documentazione sul teatro: “Le marionette” di Egidio Bonfante. Nuovi disegni di mobili.
Garzanti - Editore - Milano - N. 43 Luglio 1944 - Spedizione in abbonamento postale - Gruppo III Milano
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Prezioso
Preciso
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È la marca che va scelta
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FAGGIO · LECCIO · BOSSO · EBANO · MOGANO · PALISSANDRO · CARNILO · MAGNOLIO · OLINO · FRASSINO · NOCE · PIOPPO · ACACIA · OLIVO · PERO · AGRIFOGLIO · OMK
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Impermeabili
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Valstar
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MILANO
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....e lasciate pur piovere
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IMA
INDUSTRIA MOBILI ACCOMANDITA
SOCIETÀ ACCOMANDITA SEMPL. DI GIOVANNI CALDERARA & C.
MILANO - PIAZZA CRISPI 5
Stabilimento e Amministrazione:
PALAZZOLO MILANESE fraz. CASTELLETTO
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CARTONE PITTORE QUARONI
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Studio di mosaico PADOAN
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VENEZIA • FONDAMENTA CA' FOSCARI N. 3251
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I colori per l'edilizia della rinascita
Per ogni problema di verniciatura esiste un prodotto Duco e una tecnica Duco.
Il senso di armonia che caratterizza la moderna architettura troverà nella prossima ricostruzione nuove e più vaste forme di espressione nelle quali il colore avrà larga parte. Splenderanno al sole le nuove case sorte sulle rovine della guerra. Dagli intonaci delle facciate alle rifiniture degli interni, il movimento equilibrato dei volumi trarrà dai colori risalto e prestigio, ed ogni casa avrà una sua personalità intonata al nuovo stile della rinaselta. Intonaci, vernici e smalti Duco costituiranno un prezioso ausilio per la ricostruzione edilizia. Duco è percìo un grande nome da non dimenticare.
MONTECATINI · Società Generale per l’Industria Mineraria e Chimica - Servizio Duco - Milano
DUCO
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V.A.M.S.A.
VETRI ARTISTICI MURANESI SOCIETA' ANONIMA
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UN NUOVO MATERIALE ISOLANTE: LA VIPLA
La disponibilità di gomma sono attualmente limitate. Ma i conduttori elettrici per luce, lampade al neon, telefonia, campanelli, televisione, radio, possono venire vantaggiosamente ricoperti con Vipla • La Vipla, resina sintetica italiana, non è un surrogato di fortuna della gomma. Anche quale materiale isolante, la Vipla offre notevoli pregi: 1°) Evita la stagnatura del filo di rame; 2°) Si ottiene in colorazioni praticamente infinite, col vantaggio di differenziare facilmente i vari circuiti; 3°) Resiste all’invecchiamento ed è indeteriorabile a contatto dell’ozono; 4°) Presenta una resistenza alla lacerazione maggiore di quella della gomma; 5°) E’ incombustibile; 6°) Si lavora agevolmente.
la materia prima dell’avvenire
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MONTECATINI • SOCIETÀ GENERALE PER L’INDUSTRIA MINERARIA E CHIMICA • CAP. SOC. L. 1.600.000 000 • SERVIZIO RESINE SINTETICHE • MILANO . VIA PRINCIPE UMBERTO, 18
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... è anche un gioiello di meccanica...
Il Raselet non si è imposto soltanto per la sua impareggiabile praticità, ma anche per la perfetta struttura del suo congegno, che può vantare una durata veramente senza limiti
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DUCATI
CONCESSIONARIA ESCLUSIVA COMPAGNIA ITALIANA MACCHINE MODERNE S. A. Via Durini, 31 - MILANO - Telef. 76.546-76.556
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DARE UN SENSO ALL'ARCHITETTURA MODERNA
Dare un senso all'architettura moderna vuol dire dare un senso alla vita moderna, vuol dire operare per l'uomo non contro l'uomo: l'uomo inteso socialmente, come collettività, come popolo, come coro. Il senso dell'architettura moderna è nell'architettura sociale, come il senso della vita moderna e della sua civiltà, è in una civiltà sociale, nella quale la morale si esplica in attitudini, ma sovratutto in opere sociali.
Da questo "senso" sociale verso il quale si muove l'architettura e l'attività dell'architetto nascerà l'indirizzo artistico. Questo senso allontanerà l'opera dell'architetto, e la sua mente, dal "monumento", lo avvicinerà allo studio della casa per tutti, della scuola per tutti, dell'edificio d'assistenza, dell'edificio del lavoro. Sono tutti edifici d'assistenza, alla vita, alla famiglia, alla educazione spirituale e morale, alla salute fisica, al lavoro. Tutto questo è civiltà. Basta questo indirizzo e l'obbedienza alla logica ed alla economia (teorica e produttiva) per determinare quelle condizioni che si risolvono in estetica. S'è detto "invece che elevare i monumenti ad una civiltà gli architetti con la casa per tutti innalzeranno un monumento di civiltà".
Ne deriverà una estetica di semplicità assoluta, di esecuzione perfetta di elementi studiati e prodotti dalla grande industria, di calcolo perfetto strutturale ed economico. Parlò un giorno l'ingegnere Nervi dello "stile unico" determinato dal calcolo: chissà che questo senso dell'architettura, questa grande epoca dell'architettura, quest'epoca nella quale essa affronta i suoi più grandi problemi ed i problemi più grandi della vita dell'uomo, non determini davvero, come per tanti strumenti della nostra civiltà (il libro ad esempio) l'avvicinamento ad uno stile unico, ad una forma destinata.
STILE
ARCHITETTURA ARTI ARREDAMENTO
RIVISTA PER LA RICOSTRUZIONE E PER LA CASA DI DOMANI
Direttore: arch. GIO PONTI
Garzanti Editore - Milano, Via Filodrammatici 10
UN ANNO L. 210
Architetti, ingegneri, artisti e artigiani, studenti d'architettura e d'ingegneria L. 200
UN FASCICOLO L. 21
Dir. e Red.: Milano - Via A. Saffi 24 - Tel. 42.500 - Ammin.: Milano - Via Filodrammatici 10 - Tel. 17.754 - 17.755
Concessionaria esclusiva per la pubblicità: UNIONE PUBBLICITA ITALIANA S.A. Milano, Piazza degli Affari, Palazzo della Borsa - Telefoni da 12.451 a 12.457 e sue succursali.
AFFRONTIMAMO IL PROBLEMA DELLA SCUOLA DALL'ASILO ALLA SCUOLA ALL'APERTO
Vediamo bambini per le strade, nelle corti, nelle piazze, nei parchi: i bambini sono la popolazione spontanea e felice di tutti i luoghi aperti, scoperti, ampi. E rivediamo le scuole come castigo, costrizione, buio, gabbia. Perché questa contraddizione? Essa apparteneva alla mentalità per cui, come per asilo s'intendeva un'opera di carità, per scuola s'intendeva un'opera di disciplina.
Il bambino veniva messo a diurno contatto con le persone e le cose le più scure e le più dure che gli avvenisse mai di incontrare. I luoghi dove i bambini crescevano erano più cupi di quelli dove gli uomini vivevano: ed essi erano affidati a persone più vecchie dei genitori. L'educazione procedeva così per antitesi.
L'atmosfera scolastica-collegiale era decrepita, più vecchia di quella di casa (per la stessa ragione per cui ai bambini si raccontano fiabe spaventose, e le nostre più grandi paure appartenendo all'infanzia).
Tale la scuola, tale lo scolaro: lo "scolaro" era il bambino pallido, con occhiali, inabile agli sport e timido (negli stessi giochi segreti nei solai si rifletteva quanto era dalla scuola inibito, fantasia, libertà, avventura). Pensate a tutta la letteratura che è nata sulla fuga dalla scuola, a tutta la filologia sulla fuga dalla scuola: "marinare", "bigiare"... E insieme quanta letteratura sorse sull'"eroismo" della scuola,
di chi resisteva alle asperità della scuola — freddo, distanza, umido, fumo — come a un gran viaggio su una nave sconnessa; pensate al de Amicis. E, infine, il gran mito della vacanza. Vacanza = felicità.
Dalla gioia del bambino in vacanza misuriamo la sua tristezza nella scuola.
Allora ragioniamo:
1) I bambini adorano i giardini: i giardini sono la fuga dalla scuola. PONIAMO LA SCUOLA NEI GIARDINI.
2) I bambini anelano all'aria, al vento, alla luce: infilano la porta di casa. Non basta aprire la finestra della scuola su vie distraenti e rumorose; METTIAMO LA SCUOLA ALL'APERTO, in un
Leggete questi articoli sulla Scuola: essi non sono articoli dedicati ai tecnici, ma dedicati a tutti per creare un opinio-ne sui problemi fondamentali della nostra vita, della nostra educazione. L'avvenire nostro dipende enormemente dalla impostazione coraggiosa che sapremo dare alla nostra civiltà.
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Rapsodia in Rosso DH 127
il rossetto per labbra
indelebile e trasparente
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UN GRANDE PROBLEMA DELLA RICOSTRUZIONE
L’asilo di Terragni a Como, nostro asilo modello.
giardino,” in uno spazio quieto, in uno spazio del bambino creato da architetti-poeti.
3) Il bambino corre pericolo all’aperto sulla via. La scuola, e più l’asilo, non deve essere un ricovero ad orario, ma “la giornata” del bambino, curato all’aperto e fuori d’ogni pericolo.
4) Il bambino non vuole studiare, ma vuole imparare; le sue domande “perché?” sono incessanti. Diamogli modo di imparare più che può da se (educare la propria osservazione) e più che può dalla scuola, da una scuola vivente, attiva.
5) Uomini e donne vanno al lavoro. Hanno orari fissi che prendono loro tutta la giornata. Impossibilità di curare i bambini, e i bambini non devono stare in casa. Hanno bisogno dell’aperto: l’aperto non è la strada (monello), è la scuola all’aperto; la scuola (che dà ormai anche la refezione) è la giornata del bambino, è la tranquillità dei genitori.
Dove troviamo applicata e concretata questa concezione di educazione? Nell’asilo. Che cosa muta nelle esigenze del bambino, col passaggio dall’asilo alla scuola? Crescono le sue facoltà di studio, permangono i suoi bisogni di moto e di attività: rimane uguale la sua giornata e quella dei suoi genitori.
MANTENIAMO ANCHE NELLA SCUOLA LA FELICE IMPOSTAZIONE DELL’ASILO E DELLA COLONIA = studio e vita = lavoro gioco sport, aria e luce, giornata intera.
La scuola all’aperto, come la vita al campo, educa il fanciullo intero, non lo scolaro soltanto.
Come si traduce ciò nell’architettura? In questi punti:
I) Situazione della scuola in zone verdi ed isolate.
II) Orientamento libero e perfetto dell’edificio.
III) Arredi spostabili e maneggiabili (seggiole e tavolini da avvicinare al maestro).
—IV)—Decentralizzazione del materiale di insegnamento e di esperimento, perché i ragazzi l’abbiano in proprie mani.
V) Lezioni all’aperto = porte —finestre e giardini intorno alla scuola.
Questi sono i postulati di una scuola ideale, ma non per questo impossibile. Ne abbiamo il modello reale.
Che cosa vediamo da noi? Una brevissima documentazione come quella che portiamo in queste pagine basta a farci vedere, con questi stupendi esemplari, a quali risultati si sia arrivati in Italia nel campo degli asili. Sono ancora opere campione, opere di punta; testimoniano una eccellenza individuale, non ancora un
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Queste illustrazioni vi danno un’idea delle tendenze per le quali voi come cittadini dovete parteggiare. La vecchia scuola era coer-cizione, la vivacità del fanciullo si sfogava fuori di essa. Ora l’asilo e la scuola sono la vita intera del fanciullo: egli vi trova il luogo ideale per la sua vivacità, non anela all’aperto, ma vive all’aperto ed ha i mezzi — divinati dalla Montessori — di apprendere da sé e di appagare la sua volontà di sapere. Ognuno di noi deve essere propagandista di questa evoluzione della scuola.
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VEDERE NEL FASCICOLO PRECEDENTE ALTRI SCRITTI SELLA SCUOLA, E LA NOSTRA IMPOSTAZIONE DEL PROBLEMA