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PUBBLICAZIONE BIMESTRALE. CONTO CORRENTE CON LA POSTA. VITORIO GRASSI ARCHITETTURA E ARTI DECORATIVE RIVISTA D'ARTE E DI STORIA CASA EDITRICE D'ARTE BESTETTI E TVMMINELLI MILANO - ROMA ANNO I·MCMXXI FASC. IV · NOVEMBRE·DICEMBRE

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LE RIVISTE D’ARTE TEDESCHE --- “Deutsche Kunst und Dekoration,” Ricca rivista mensile illustrata di pittura, plastica, architettura, arte della casa, arte industriale, arte del giardino, ecc., ecc. Il fascicolo doppio Giubileo della 25ª Annata Ottobre 1921 con 115 illustrazioni, molte riproduzioni artistiche delle: Galleria Städel di Francoforte nuovamente inaugurata - Secessione di Monaco - Pittura - Plastica - Architettura (Case di campagna Schultze Naumburg) Arte della casa - Ceramiche - Pizzi - Illustrazioni teatrali di Darmstadt. Semestre L. 50,— Riferendovi a questa inserzione vi spediremo questo fascicolo doppio con 115 illustrazioni a L. 18,- “Innen-Dekoration,” Tutta la decorazione della casa illustrata e descritta. Ricca rivista mensile - 32ª Annata - Semestre L. 45,— Fascicolo separato L. 9,— “Stickerei und Spitzen Rundschau,” Il giornale delle signore - 22ª Annata - Riccamente illustrato Il fascicolo doppio d’apertura 22ªAnnata - Ottobre 1921 Contiene circa 75 illustrazioni di lavori a mano - artistici d’ogni genere - Tulli e ricami a colori - Pizzi - Ricco di insegnamenti e relazioni dei migliori autori. Semestre L. 11,— Riferendovi a questa inserzione vi spediremo questo importante fascicolo doppio . . . . L. 7,- --- OPERE INTERESSANTI DELLO STESSO EDITORE : MANUALI DI ALEXANDER KOCH - Volumi illustrati con 200 illustrazioni ciascuno e tavole artistiche. Volume: Camere da letto - Volume: Sale da pranzo e cucine - Volume: Studi - Nuova edizione 1921 Ogni volume elegantemente rilegato in colore scuro L. 54,— Edizione di lusso elegantemente rilegata in imit. carta Giapponese bianca, in custodia di cartone L. 72,— DAS SCHÖNE HEIM — Testo di consigli per l’arredamento della casa. — Con la collaborazione di circa 40 competenti. — Edito da Alexander Koch. 300 pagine - formato 8° — Rilegatura leggera L. 36,— Edizione di lusso con rilegatura Giapponese con oro, in custodia di cartone L. 110,— PROSPETTI ILLUSTRATI, GRATIS A RICHIESTA Editore: ALEXANDER KOCH - Darmstadt W. 42

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SOCIETÀ ANONIMA TENSI - CAPITALE L. 2.500.000 INTERAMENTE VERSATO MILANO STABILIMENTO PER LA FABBRICA-ZIONE DELLE CARTE PATINATE PER ILLUSTRAZIONE E PER LA CROMO CARTE E LASTRE PER FOTOGRAFIA E RADIOGRAFIA

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SOMMARIO DEL IV° FASCICOLO UGO MONNERET DE VILLARD: Sull’origine della doppia cupola persiana, con 9 illustrazioni. ROBERTO PAPINI: Il chiostro delle maioliche in Santa Chiara di Napoli, con 15 illustrazioni ed una tavola a colori. CORNELIO BUDINIS: Ruggero Berlam (1854-1920) II ed ultima parte, con 19 illustrazioni. VITTORIO MORPURGO: Gli edifici scolastici e la Minerva, con 29 illustrazioni. Notiziario. Cronaca dei monumenti: (A. MARAINI - G. GIOVANNONI); con 3 illustrazioni. Esposizioni: L’architettura rustica alla biennale romana (A. MARAINI); con 13 illustrazioni. Concorsi: Concorso per villini da erigersi in Anzio (M. PIACENTINI) con 35 illustrazioni - Concorso per il Santuario di Vicoforte presso Mondovi (G. GIOVANNONI); con 4 illustrazioni. Notiziario d’arte moderna: Voti dell’Associazione dei cultori di Architettura. Bollettino bibliografico: (G. GIOVANNONI - C. CECCHELLI - M. PIACENTINI). Commenti e Polemiche: (G. GIOVANNONI). NEL V° FASCICOLO G. Q. GIGLIOLI: La tomba di Munazio Planco a Gaeta. — G. GIOVANNONI: Tra la cupola di Bramante e quella di Michelangelo. — M. PIACENTINI: L’architetto veronese Fagiuoli. — G. TORRES: La Villa Papadopoli di Brenno Del Giudice e Guido Cadorin. — R. PAPINI: La mostra dell’Arte della Vetrata. — NOTIZIARIO: Cronaca dei monumenti. — Concorsi: Pensionato Artistico Nazionale - Accademia di S. Luca (A. FOSCHINI). - Per il nuovo Municipio di Padova (M. P.) - Sistemazioni edilizie di Trento (G. WENTER MARINI) — BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO. — COMMENTI E POLEMICHE. NEI PROSSIMI FASCICOLI F. EGIDI: Appunti su alcune costruzioni di Siria e di Palestina. — G. GIOVANNONI e M. PIACENTINI: Il piano regolatore della zona industriale di Roma e il Quartiere della Garbatella. — C. CECCHELLI: Case medioevali romane: La casa di Nicola di Crescenzio — V. GRASSI: Arte decorativa. — CINZIO: Concorso per piccole chiese rurali. COMITATO DI REDAZIONE: Direttori: GUSTAVO GIOVANNONI - MARCELLO PIACENTINI Segretario di redazione: CARLO CECCHELLI Redattori: ARNALDO FOSCHINI - GIULIO QUIRINO GIGLIOLI - VITTORIO GRASSI - GIUSEPPE LUGLI - ROBERTO PAPINI REDATTORI CORRISPONDENTI IN TUTTE LE CITTA ITALIANE ED ALL’ESTERO. DIREZIONE: ROMA, Via Michelangelo Caetani, 32, Palazzo Mattei. Italia e Colonie --- Abbonamento a 6 fascicoli --- . . . . . L. 150,— --- America del Sud . Germania --- Fascicolo separato --- . . . . . „ 30,— --- Austria - Romania, ecc. --- America del Nord - Inghilterra --- Abbonamento a 6 fascicoli --- . . . . Fr. 150,— --- Belgio - Francia - Svizzera --- Fascicolo separato --- . . . . „ 30,— --- Spagna, ecc. --- AMMINISTRAZIONE: MILANO, Viale Monforte, 20. Gli abbonamenti si ricevono presso tutte le sedi della Casa editrice BESTETTI & TUMMINELLI: MILANO — Viale Monforte, 20 --- Tefei. 29-16 --- FIRENZE — Pal. dell’Arte della Lana --- Telef. 43-06 --- ROMA — Via Mich. Caetani, 32 (Pal. Mattei) --- , 37-97 --- NAPOLI — Via Pace (già D. Morelli) 14-16 --- GENOVA — Via Garibaldi, 2 r --- , 49-75 --- LUGANO — Riva V. Vela, 1 --- , 10-82 --- VENEZIA — Piazza S. Marco --- , 1-16 --- PALERMO — Corso Vittorio Emanuele, 359 ---

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ASSOCIAZIONE ARTISTICA FRA I CVLTORI D’ARCHITETTVRA ARCHITETTVRA $\mathcal{E}$ ARÌI DEČORAIVE RIVISTA D’ARĒE E DI ŠTORIA DIRETTORI: GVSTAVO GIOVANNONI - MARCELLO PIACENTINI CASA EDĪTRICE D’ARĒE BEŠĒLLI E TVMMINELLI MILANO – ROMA ANNO I - MCMXXI FASCICOLO QVARTO

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Fig. 1 - VEDUTA ESTERNA DEL GÜR EMİR. SULL’ORIGINE DELLA DOPPIA CUPOLA PERSIANA. Il mausoleo di Timûr a Samarcanda, il ben noto Gür Emîr (fig. 1), presenta una notevole struttura architettonica: sulla pianta quadrata si eleva una cupola raccordata alla planimetria con le solite nicchie angolari a stalattiti. È una cupola di lieve spessore, a sesto quasi semicircolare. Al di sopra di questa si eleva una seconda cupola, a forma di bulbo, quella che dà all’edificio la sua esterna fisonomia (fig. 2). Di questa caratteristica struttura a due cupole sovrapposte pochi autori si erano occupati, e solo di sfuggita, quando il problema fu sottoposto ad una particolare disanima dal Creswell (¹). Secondo l’archeologo inglese il procedimento trova il suo modello ed il suo punto di partenza nella cupola che copriva il santuario della grande moschea umayyade a Damasco, quale fu rifatta da Malik Shah al più tardi nel 1082 (²). Essa ci fu descritta da Ibn Giubair (che qui citerò di su la traduzione dello Schiaparelli) e andò proprio distrutta per opera di Timûr nel marzo 1400. Timûr avrebbe trasportato a Samarcanda degli artefici di Damasco, per costruirvi un palazzo, secondo un passo di quelle “Istituzioni”, di cui l’autenticità però non è sicura; sarebbero stati tali artefici ad applicare al Gür Emîr il procedimento costruttivo dell’edificio siriano. Ecco sommariamente le indicazioni che Ibn Giubair (³) ci dà sulla struttura della cupola damascena. Egli dice di essere salito sulla sua sommità e di esser entrato

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Fig. 2 - SEZIONE DEL GÜR EMIR. nell’interno in modo di poter ammirare la sua struttura portentosa e vedere a un tempo l’altra cupola che sta nel centro, come una sfera vuota inclusa entro un’altra sfera maggiore. Nella cupola esterna si entrava per uno dei finestroni aperti nelle lastre di píombo della copertura, e vi si poteva circolare camminando sovra un palco di grosse tavole posto intorno alla cupola minore. Questa aveva delle finestre per le quali si poteva guardare nell’interno della moschea. Per la struttura della cupola ecco le indicazioni che ci dà il viaggiatore arabo: la cupola è tonda come una sfera; l’esterno suo è di legno, tenuto assieme da costoloni pure di legno, rinforzati con spranghe di ferro. Ogni costolone la cinge come un cerchio e tutti convergono in un disco centrale di legno posto nella parte superiore. La cupola esterna, coperta di píombo, è essa pure tenuta assieme da costoloni di legno robusti, rafforzati a metà con delle spranghe di ferro. Questi costoloni sono quarantotto, distanti l’uno dall’altro quattro palmi. Descrivono una curva bellissima e le loro estremità superiori convergono in un disco centrale di legno che sta in vetta. Il circuito di questa cupola di píombo è di ottanta passi, cioè di duecentosessanta palmi. Le informazioni sono invero preziose e a prima vista potrebbero avvalorare l’ipotesi del Creswell: ma osserviamo alcuni fatti. L’uso di coprire con cupole in legname gli edifizi tondi o poligonali era abbastanza comune nella Palestina e nella Siria durante i primi secoli cristiani. Aveva una cupola di legno l’ottagono di Costantino-poli ad Antiochia (4): così era probabilmente coperta la chiesa di Bosra e certo la rotonda dell’Ascensione di Gerusalemme (5) e la chiesa di Edschmiatsin nel V secolo anteriormente cioè al rifacimento del 618 narratoci da Johannes Katolikos (6). Ma per di più quella dell’ottagono descritto da Gregorio di Nazianza era probabilmente doppia, e certamente ebbero questa forma la cupola del S. Sepolcro dopo il restauro di Tomaso I (807-820), come ce ne istruisce Eutychius, e quella della “rotonda della roccia”, il Kubbet es-Sakrah, quale ce la descrive nel 985 Muqaddasi (fig. 3). Data la grande diffusione del procedimento (e chissà quanti monumenti di cui non ci è giunta memoria lo presentavano),

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Fig. 3 - ROTONDA DELLA ROCCIA A GERUSALEMME - SEZIONE. nulla ci obbliga a prendere come modello della cupola di Samarcanda proprio quella di Damasco. La seconda osservazione si riferisce al modo di costruzione della cupola damascena. Dai dati riportati ben si vede che essa aveva la struttura di uno scafo, cioè era costituita da un tavolato rafforzato da costolature disposte come i meridiani, le quali costolature erano collegate e rese indeformabili da rinforzi in ferro. Da dove è giunto nella Palestina tale procedimento? Non certo si deve pensare ad una tradizione classica: il mondo romano ed ellenistico lo ignorano totalmente. Nè si può pensare ad un’invenzione dei carpentieri bizantini, giacchè su nulla assolutamente è possibile basare una tale ipotesi. Vi è invece un’altra regione che tale procedimento ha largamente usato: l’India. Certo gli esempi di carpenteria indiana non sono giunti sino a noi, ma la precisa struttura ne conosciamo attraverso le loro riproduzioni intagliate nella pietra. Prendiamo il gran chaitya di Karli, quello figurato su una scultura di Bodh Gaya, i N. 10 e 19 di Ajunta e vi vedremo applicato e realizzato l’identico procedimento che i testi ci fanno conoscere nei monumenti della Siria e della Palestina (7). Dato questo modo di costruzione il rad-doppiamento della cupola diviene quasi una necessità, onde aumentarne la sezione traversale e quindi la resistenza. Ad ogni

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Fig. 4 - STUPA DI IDIQUT SCHÄRI. modo il procedimento di costruzione delle cupole sirio-palestinensi in legname deve essere ritenuto uno dei vari casi d'influsso dell'India nelle regioni mediterranee: le fonti d'inspirazione per l'architetto del Gûr Emîr non dovevano limitarsi al solo caso di Damasco. E infine un'ultima osservazione per provare la poca solidità intrinseca della teoria sostenuta dal Creswell. Egli deve ammettere che nel 1400 circa si imiti in mattoni una cupola in legno dell'XI secolo, senza tener conto del fatto che già tale tipo speciale di cupole in legno aveva trovato la sua traduzione in laterizi, dando origine ad una struttura caratteristica, ma che non ha nulla a che fare con quella dell'edificio di Samarcanda. Intendo parlare del tipo di cupole alveolate, di cui il mausoleo di Oldjaitu Khodabendeh a Sultanieh, elevato nel 1320 e. v., è il più bell'esempio. L'analisi interna della teoria emessa dal Creswel ne ha dimostrato l'inanità: ma siccome per combattere una data teoria che vuole spiegare una serie di fatti, bisogna ancora sostituire a questa un'altra che meglio con i fatti s'accordi, così per spiegare la doppia cupola del Gûr Emir e la forma bulbosa di quella esterna, dirò che proprio non era il caso di andare da Samarcanda fino a Damasco per cercarne i prototipi, ma bastava guardarsi attorno e osservare le costruzioni che sorgevano nel Turchistan al momento della conquista mongola. Prendiamo in considerazione i monumenti da non molti anni scoperti nell'oasi di Turfan, centro d'antichissima civiltà, e che studi recenti ci hanno fatto ben conoscere. Ivi, a Idiqut Schäri ed a Sengyma, si trovano dei monumenti che col mausoleo di Samarcanda hanno una stretta e logica correlazione. A Idiqut Schäri, ad oriente (fig. 4) dei muri della città, sorgono due gruppi di stupa, il piccolo gruppo del sud ed il grande gruppo del nord: essi si distinguono dal solito tipo degli stupa indiani per il fatto che invece di essere massicci, sono internamente vuoti e constano di una cupola impostata su una pianta quadrata, servendo di passaggio dall'una all'altra forma di raccordi a conchiglia.