Extrait
Premières pages de l'ouvrage, en accès libre.
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STILE
ARCHITETTURA ARTI ARREDAMENTO
RIVISTA PER LA RICOSTRUZIONE
E PER LA CASA DI DOMANI
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LE CORBUSIER - LA VOCAZIONE DELL'ARCHITETTO
IL PROBLEMA DELL'UNIVERSITÀ - 50 PROGETTI DI PICCOLE CASE - INVITO
ALL'INDUSTRIA PER L'UNIFICAZIONE - VERSO LA CASA PREFABBRICATA
I CATTOLICI E LA RICOSTRUZIONE
DUBBI SUL LIBRO FIGURATO - EVOGAZIONI DI FEDERIGO TOZZI
NUOVO ASCETISMO - STENDHAL IN ITALIA
Scriti di Renato Cresti, Rubino Rubini, Frati, Montanari, Gio Ponti, Eurico Pellegrini, Archias, Lisa Ponti, Ferdinando Giannessi, Augusto Donaudy, Giulia Veronesi, Carlo E. Rava. Disegni di Carlo Carrà, Nino Strada, Eurico Pellegrini, Opere d’Arte di Filippo De Pisis.
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ANNO 1944 N°11
Garzanti - Editore - Milano - Spedizione in abbonamento costale - Gruppo III Milano
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Ricostruzione
il nuovo linoleum italiano
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Reggitende in legno
"TASA"
BREVETTO ITALIANO 357897/357221
Con la decorazione moderna della casa, la tenda ha ripreso la sua funzione importante che per un momento sembrava aver abbandonato • La tenda nella casa completa l’arredamento dell’ambiente, ne ammorbidisce la linea e lo rende più intimo • La tenda esige però un’applicazione che ne renda il movimento razionale e leggero • Diversi apparecchi hanno ottenuto dei risultati soddisfacenti però è obbiettivamente giusto rilevare che essendo la loro composizione in ferro, il loro aspetto è freddo e non riesce a soddisfare la linea della decorazione • Si è cercato di completarli con sagome di legno, ma ciò rende complesso la costruzione e non soddisfa le esigenze del razionalismo • Il reggitende che meglio risponde alle esigenze razionali dell’ambientazione moderna è quello completamente in legno anche nella parte più delicata di esso, cioè nel binario di scorrimento • Esso permette di essere preparato con gli stessi infissi delle case, togliendo quindi ogni disarmonia alla linea decorativa • Con tale applicazione esso viene a confondersi con gli stessi serramenti delle case con tutti i vantaggi, specialmente nel cambio della decorazione interna, presentandosi soluzionato • Esso può infiggersi anche lungo tutta la parete, mascherandolo con la decorazione murale (stucchi ecc.) • Negli uffici, negli stabilimenti, negli ospedali, nelle scuole, negli alberghi, il tipo incassato come infisso, risolve il problema molto praticamente e vantaggiosamente. Esso deve però essere costruito con tutti quegli accorgimenti indispensabili alla durata ed al perfetto funzionamento • L’incassatura di questo reggitende tutto in legno, brevetto “TASA” può effettuarsi come da sezione a fianco, mentre ogni altra combinazione di applicazione di tende può essere convenientemente studiata.
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Sezione del reggitenda a due binari
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S.A. TASA - MILANO - VIA S. MARIA FULCORINA, 17
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i colori per l'edilizia della rinascita
Il senso di armonia che caratterizza la moderna architettura troverà nella prossima ricostruzione nuove e più vaste forme di espressione nelle quali il colore avrà larga parte. Splenderanno al sole le nuove case sorte sulle rovine della guerra. Dagli intonaci delle facciate alle rifiniture degli interni, il movimento equilibrato dei volumi trarrà dai colori risalto e prestigio, ed ogni casa avrà una sua personalità intonata al nuovo stile della rinascita. Intonaci, vernici e smalti DUCO costituiranno un prezioso ausilio per la ricostruzione edilizia. DUCO è perciò un nome di dolcimanticare.
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MONTECATINI Società Generale per l’Industria Mineraria e Chimica Servizio DUCO Milano
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La disponibilità di gomma sono attualmente limitate. Ma i conduttori elettrici per luce, lampade al neon, telefonia, campanelli, televisione, radio, possono venire vantaggiosamente ricoperti con Vipla • La Vipla, resina sintetica italiana, non è un surrogato di fortuna della gomma. Anche quale materiale isolante, la Vipla offre notevoli pregi: 1°) Evita la stagnatura del filo di rame; 2°) Si ottiene in colorazioni praticamente infinite, col vantaggio di differenziare facilmente i vari circuiti; 3°) Resiste all’invecchiamento ed è indeteriorabile a contatto dell’ozono; 4°) Presenta una resistenza alla lacerazione maggiore di quella della gomma; 5°) E’ incombustibile; 6°) Si lavora agevolmente.
la materia prima dell’avvenire
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UN MILIONE DI LIRE
destinato agli ingegneri ed agli architetti per preparare
I "TESTI PER LA RICOSTRUZIONE"
(Il quotidiano L’Italia del 24 dicembre 1944 ha recato questo annunzio che Stile è lieto di riprodurre: da oltre un anno L’Italia dedica quindicinalmente una pagina ai problemi della ricostruzione).
La campagna che s’è intrapresa su queste colonne, e alla quale hanno partecipato con viva passione tanti tecnici, ingegneri ed architetti, e gli studi condotti con largo senso di collaborazione dagli ingegneri nel loro Sindacato e nel loro Circolo di Cultura, vanno recando dei frutti spontanei che possono ben rappresentare un raggio di sole in questi tempi di sofferenza e di lotta. Da una persona, da una generosa donna che ci scrive e si dichiara lettrice appassionata delle nostre pagine sulla ricostruzione, e che vuole conservare l’incognito, ci è giunta una cospicua somma che essa vuole destinata ad una manifestazione che inizi concretamente la “preparazione” della ricostruzione.
“Le parole lette sulle vostre pagine — essa ci scrive — mi hanno convinta alla vostra tesì che non si potrà ricostruire il nostro sventurato paese se non ci saranno dei testi serii, esaurienti, completi che indichino davvero a tutti coloro ai quali praticamente incomberà il compito della ricostruzione i procedimenti più “esatti”, come voi dite, cioè tecnicamente migliori (e sovratutto senza sprechi dellittuosi cioè col minimo impiego di materie e di lavoro, cioè di nostre forze e denaro), affinché gli edifici con i quali risorgerà il nostro adorato e infelice paese sorgano al più presto, e più belli, più civili, più perfetti, più numerosi possibile”.
“Chiedo di poter recare questo contributo a coloro, ingegneri ed architetti, ai quali, per la loro professione noi italiani, uomini e donne di qualsiasi condizione, affidiamo con trepida speranza questo sublime compito. L’Italia nostra attraversa uno dei più drammatici periodi della sua dramaticissima storia, ma la sua vera ultima vittoria sarà se essa risorgerà più bella di prima, più civile di prima, per lo sforzo, la passione, la dedizione e l’unione dei suoi figli, dei suoi artisti e costruttori. Nel passato, in tante vicissitudini, ciò è avvenuto. Deve avvenire ancora”.
“Che la ricostruzione sia illuminata — come voi scrivete sulle vostre pagine che son seguite con tanta ansia da tanti di noi — da una ispirazione sociale e civile, è una benedizione di Dio”.
“Io chiedo che sia concesso anche a me, estranea come donna ai compiti materiali della ricostruzione, di porgere dunque almeno un contributo, in nome della mia speranza e della mia fede nella civiltà umana e sovratutto nella civiltà cristiana ed italiana, che è ben stata il lievito che ha fatto compiere nel passato miracoli a questo nostro Paese dopo ogni sua tragedia e l’ha reso illustre e maestro al mondo, e proprio in questo settore di arte, di vita, di lavoro, di opere, che è quello col quale dobbiamo sovratutto ambire di rappresentare, fra gli altri grandi popoli, l’Italia”.
Questo contributo, chiede la offerente, sia dedicato ad un concorso fra ingegneri, architetti, costruttori per il “testo della ricostruzione” dedicato alla scuola elementare.
Alla memoria di due Architetti, Terragni e Masera, e di due laureati architetti Mosca e Galfetti, caduti in guerra
Il premio, che si eleva a 200.000 lire, essa chiede sia dedicato ad onorare la memoria di due Architetti, la cui perdita, per levatura di cuore e di mente, è dolorosa a tutti i costruttori, Paolo Masera e Giuseppe Terragni.
La generosa scrittrice che dimostra di aver maturato con sentimento e intelletto il suo gesto, vuole che il tema sia limitato, ma chiede che la sua risoluzione debba essere invece assolutamente completa, ed invoca che gli architetti che concorreranno a questa opera abbiano tutti l’appoggio di tutte le industrie, di tutti i tecnici, di tutti gli specialisti: “È un contributo — essa dice — che credo necessario per almeno avviare tutti all’opera, e coi professionisti, i produttori e le industrie, senza chiedere insormontabili sacrifici ai soli professionisti che non sono in grado di compierli in questi tempi durí”.
L’Italia d’accordo con la offerente ha investito del patrocinio tecnico del concorso il Politecnico di Milano, trasmettendo la somma a questo Istituto di altissimo prestigio che novera le Facoltà d’Ingegneria e di Architettura più importanti d’Italia. Il Politecnico ha accettato l’investitura e parteciperà alla iniziativa. Esso col concorso delle più elevate competenze fra i suoi docenti, e chiamando anche altri professionisti, redigerà il bando e formerà le giurie. I lavori di preparazione del bando (che sarà elaboratissimo), saranno condotti al più presto possibile; sarà fatto tutto il possibile perché il bando possa venire pubblicato entro il 15 gennaio e si vuole che il concorso scada entro un termine non troppo lontano.
Questo gesto felice, della cui ispirazione ringraziamo Iddio, ha rappresentato anche una semina, della quale L’Italia s’è fatta subito
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promotrice. È bastato infatti che in una stretta cerchia esso venisse conosciuto, perché subito un secondo, un terzo, un quarto, un quinto contributo si aggiungessero. Sono altri contributi, ciascuno di 200.000 lire dedicati, uno ad un testo per la costruzione di asilo e maternità, l’altro per la casa rurale, un quarto per la casa unifamiliare operaia, un quinto per la Chiesa parrocchiale.
Il primo di questi altri premi offerto da un’altra persona che vuole mantenere l’incognito, è dedicato ad onorare la memoria del giovane laureato in architettura Pietro Mosca, medaglia d’argento, caduto in volo, e del di lui compagno, laureato architetto Giovannino Galfetti, pure caduto in volo. Gli altri premi, istituiti da privati appena ebbero sentore della cosa e da un vecchio Ente caro ai Milanesi, saranno pure dedicati ad onorare le memorie di caduti ingegneri e architetti.
Un appello
Questi premi ammontano già dunque ad un milione e, benchè si debba già ringraziare il Cielo per questa raccolta che è anche una semina, noi confidiamo che a questi primi facciano seguito anche altri contributi, che cioè l’iniziativa che ha fatto capo a L’Italia dia i suoi frutti ed altre concrete iniziative si aggiungano a questa che abbiamo segnalato: una luce, un raggio di sole è apparso per la ricostruzione; noi intravediamo già gli studiosi ed i progettisti mettersi all’opera: s’è già qui segnalato quel che all’estero si sta preparando e studiando; grandi piani sono necessari, ma questi piani sono piani d’esecuzione e di distribuzione urbanistica, alla base dei quali debbono pur stare i nuclei fondamentali per la vita: la casa unifamiliare, l’asilo e la maternità, le scuole, l’opificio, la Chiesa. Noi dobbiamo sapere come si debbono costruire questi edifici non riferendoci solo ad esempi e dettati generali dell’architettura attuale, che si basano anche su condizioni diverse dalle nostre, ma come costruirli in quanto “problema italiano”, per noi italiani, nelle nostre condizioni, che esigeranno un assoluto rigore economico oltreché tecnico.
Il patrocinio del Politecnico
Questo annuncio provocato da un gesto femminile che animosamente sopravanza l’azione dei tecnici e delle industrie, è anche un appello: è il nostro appello. L’Italia se ne fa promotrice: la porta è aperta, la nostra e quella del Politecnico, vengano altri contributi, e sieno come i primi, cristianamente anonimi; vi sono da fare anche i “testi per la ricostruzione” per le scuole professionali, per gli opifici per il lavoro, per i piccoli ospedali, per le piccole biblioteche, per tante istituzioni civili, anche di cultura, di svago, di igiene, di sport, ecc., ecc.: per tutti gli edifici con i quali rifare l’Italia.
“Dobbiamo pensare — scrive in una nobilissima lettera l’offerente del premio dedicato alla valorosa memoria di Pietro Mosca e Giovannino Galfetti — che dopo le immense sciagure che si sono abbattute sul nostro Paese, l’esito dell’immense conflitto mondiale non può dipendere dall’Italia come Nazione, ma che invece l’esito dei futuri tempi di pace non solo per il nostro adorato paese, ma anche per la civiltà del mondo, dipende invece da noi, viventi o sopravviventi, e che è verso questo grande scopo che tutti dobbiamo volgere gli animi perchè ricevano la forza, l’energia, la fede per superare questi tempi e per creare quella unione degli spiriti e delle opere dalla quale dipende tutto, in un impegno di rinascita che è consacrato dal sacrificio e dalle sofferenze di tanti. Sono fidentissimo — egli dice — nell’opera che svolgeranno i nostri artisti e costruttori, ma nel porgere loro anche il mio contributo, sono sovratutto fidente nelle virtù del mio Paese, il quale chiede a voi artisti e costruttori di non smontire domani le altezze di civiltà e d’arte del suo passato. Iddio conceda ancora una volta ciò, per questa che sarà forse la più grande prova alla quale la storia avrà impegnato gli italiani”.
I “testi della ricostruzione”
Che altro possiamo in questi tempi fare se non “preparare” la ricostruzione? Che altro possiamo fare se non darne i mezzi ai nostri ingegneri ed architetti? Ecco dunque un raggio di sole per la “preparazione”. Da queste spontanee iniziative del pubblico, dei cui sviluppi L’Italia si fa promotrice ed il Politecnico patrocinatore tecnico, debbono sorgere i “testi per la ricostruzione”. Quando si tratterà di ricostruire, cioè, i nostri edifici noi dovremo aver pronti per tutti, ingegneri, architetti e tecnici, costruttori, imprese, geometri, enti e privati, ‘dei testi per non ricostruire “come era prima” cioè per non rifare costosamente edifici di cinquanta e più anni fa, con i loro errori e le loro insufficienze, ma per rifarli esatti, nell’ubicazione, nell’orientamento, nelle dimensioni, nell’aereazione, nella illuminazione, nelle coibenze e afonicità di materiali, nel riscaldamento e nell’igiene, negli impianti, nell’impiego di tutti gli elementi unificati e industrializzati, nelle strutture più efficienti, durevoli, ed economiche (intendendo queste economie nel nessun spreco di materie, di lavoro, cioè nell’impiego di procedimenti unificati e di elementi industrializzati). I “testi” dovranno essere analitici e completi fino al calcolo del ferro nel cemento armato, fino ai computi metrici. Il testo premiato sarà quello che supererà tutti gli altri in tutti i settori.
A contribuire a questi premi L’Italia chiama i privati, i cittadini, in un anonimato cristiano e le vecchie nostre istituzioni ambrosiane: alle industrie ed ai produttori si da un altro compito, quello di appoggiarne con tutte le forze gli ingegneri e gli architetti e i gruppi loro che si accingeranno a questa severissima gara.
Voglia Iddio che a questo annuncio possano seguire altri nei pros-simi giorni, che la generosa iniziativa che s’ha la ventura di partecipare, e che ha già scosso gli animi, e dato bei frutti, diventi trascinatrice e dia tutti i frutti che da essa si attendono.
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“Stile” si associa e si affianca a questo appello e darà tutte le comunicazioni inerenti questi concorsi.
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SU STILE E SU DOMUS DI DICEMBRE APPARIRA UNA "LETTERA A BEGA" DI GIO PONTI SULLE QUESTIONI DEGLI ARCHITETTI.
SU STILE DI DICEMBRE UN IMPORTANTISSIMO STUDIO DI ELEMENTI DI CASE OPERAIE ED UN INTERESSANTE ARTICOLO SOU L'ARTE SACRA
STILE
ARCHITETTURA ARTI ARREDAMENTO
RIVISTA PER LA RICOSTRUZIONE E PER LA CASA DI DOMANI
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UN ANNO ...