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ASSOCIAZIONE ARTISTICA FRA I CVLTORI D’ARCHITETTVRA ARCHITETTVRA E ARII DEČORAIVE RIVISTA D’ARTE E DI STORIA CASA: EDITRICE D’ARTE BESTEITI E TVMMINELLI MILANO - ROMA ANNO V · MCMXXVI PUBBLICAZIONE MENSILE FASC. VIII · APRILE CONTO CORRENTE CON LA POSTA

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MATITA NAZIONALE PRESBITERO - DA DISEGNO - IN 17 GRADAZIONI Intender non la può chi non la prova.....

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SOMMARIO DELL’VIII FASCICOLO - ANNO V. GUIDO CALZA: Le Terme Ostiensi, con 6 illustrazioni. ROBERTO PAPINI: Le arti a Parigi nel 1925 - Secondo articolo: Gli interni e i loro mobili, con 43 illustrazioni. Commenti e Polemiche. Bibliografia. --- COMITATO DI REDAZIONE: Direttori: GUSTAVO GIOVANNONI - MARCELLO PIACENTINI Redattore capo: CARLO CECCHELLI Redattori: GIULIO QUIRINO GIGLIOLI - VITTORIO GRASSI - GIUSEPPE LUGLI - ANTONIO MARAINI - PAOLO MEZZA-NOTTE - ROBERTO PAPINI - GIUSEPPE TORRES - GHINO VENTURI. REDATTORI CORRISPONDENTI IN TUTTE LE CITTA ITALIANE ED ALL’ESTERO. DIREZIONE: ROMA, Via Michelangelo Caetani, 32, Palazzo Mattei. CONDIZIONI DI ABBONAMENTO --- Italia e Colonne --- Estero --- spedizione semplice --- spedizione raccomand. --- spedizione semplice --- spedizione raccomand. --- Abbonamento per l’annata in corso ...

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LE TERME OSTIENSI Nell'architettura romana gli edifici destinati ai bagni pubblici hanno una parte altrettanto importante di quanto l'abbiano gli anfiteatri e gli acquedotti. Riesce anzi difficile pensare sia architettonicamente sia igienicamente una soluzione più estetica e razionale degli stabilimenti di bagno di quella che i Romani ci offrono con le loro terme. Le quali non sono soltanto accentrate nelle grandi città imperiali, ma sparse invece in ogni più piccolo e modesto municipio romano e con una abbondanza e signorilità che meraviglia tutt'ora noi moderni. Perché, sebbene il principio delle terme risalga ai Greci furono i Romani a fare di esse monumenti di bellezza architettonica e di sapienza igienica. Quando infatti il bisogno e il desiderio di bagnarsi, che certo non si può dire sia una caratteristica comune e diffusa sempre, anche tra i popoli civili, divenne invece costante e giornaliero assillo dei Romani; e d'altra parte divenne impossibile provvedere di bagno ogni abitazione quando queste crebbero smisuratamente nei centri urbani togliendo loro il carattere di villino privato per diventare case d'affitto; allora bisognò risolvere il problema dei bagni non più per singole famiglie signorili ma per una intera cittadinanza varia di ceto e di agiatezza sociale. E poiché il bagno rappresentava non soltanto il soddisfacimento di esigenze igieniche e di un benessere fisico ma anche il modo di tener sano e vibrante il corpo e lo spirito, le terme divennero un centro di esercizi corporali e di educazione spirituale. In modo mirabile l'architettura romana risolse i numerosi e difficili problemi connessi con i bagni: l'alimentazione e lo scarico dell'acqua, la distribuzione del calorico, la costruzione e la decorazione degli stabilimenti che divennero dei veri e propri monumenti d'arte. Tanto nella grandiosità della concezione architettonica e nella sapienza distributiva della pianta quanto nella economia di una razionale organizzazione i Romani espressero la loro originalità e l'impronta del loro genio. Esamino appunto qui brevemente i capisaldi delle costruzioni termali romane. In origine il bagno domestico importava soltanto il semplice sviluppo di una sala calda provvista di bagnarola e di una caldaia per il riscaldamento con l'aggiunta spesso di uno spogliatoio. Il riscaldamento dell'acqua si otteneva con una doppia caldaia di metallo, una posta direttamente sul fuoco l'altra sul vapore acqueo per ottenere acqua tiepida, come mostra l'esemplare trovato nella villa di Boscoreale e conservato al Museo di Napoli. La sala calda caeidarium veniva posta quasi sempre accanto alla cucina per utilizzarne il calore e successivamente si svolgevano il tepidario e il frigidario in modo che la successione

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Tanto il calidarium quanto il frigidarium avevano delle vasche più o meno grandi mentre il tepidarium che era sopra tutto una sala di riposo, ne mancava. Non mancavano mai invece le latrine, e un complesso di altre sale destinate a vario uso, come lo spogliatoio (apoditerium). Spesso poi si aggiungeva all’edificio termale, una palestra aperta con cortile colonnato in cui si facevano regolari esercizi ginnastici prima e dopo il bagno: l’aggiunzione della palestra è anzi una delle più salienti caratteristiche delle terme romane. Architettonicamente le terme costituiscono una delle migliori manifestazioni del genio creativo dei Romani a partire dall’epoca di Augusto. Infatti in Roma il primo edificio termale di carattere monumentale furono le terme di Agrippa aggiunte al Pantheon nel 25 a. C. che misuravano un’area di 228 x 86 metri. Più vaste eran quelle di Tito e Traiano all’Esquilino e più precisamente sull’Oppio in un’area di 340 x 330 metri, e ancora maggiori quelle di Caracalla (353 x 335) e quelle di Diocleziano di 410 x 400 metri di cui gli edifici occupavano 280 x 160 metri. Infatti la terme di Diocleziano potevano contenere circa tremila bagnanti; soltanto la vasta piscina posta all’ingresso aveva la capacità di 1430 metri cubi di acqua e oltre alle sale dei bagni tutti questi grandiosi edifici termali contenevano giardini, palestre, sale di lettura, perfino un teatro nelle terme di Diocleziano. In tutte le città imperiali romane noi ritroviamo edifici termali più o meno grandiosi a secondo dell’importanza di quelle. Anche Ostia, emporio commerciale di PIANTE DEGLI EDIFICI TERMALI SCOPERTI IN OSTIA. delle stanze fosse corrispondente alla temperatura che si desiderava in esse. Il calore nelle pareti era assicurato per mezzo di aria calda che circolava in tegole forate le quali rivestivano le pareti. Il sottosuolo era invece riscaldato con un sistema di suspensurae la cui invenzione risale a un contemporaneo di Cicerone, chiamato C. Sergio Orata, e che consiste nel sospendere il pavimento della sala su pilastrini in mattoni di misura di due piedi in modo da creare una camera d’aria calda, sotto il pavimento.

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TERME DI PORTO. Roma, aveva parecchi edifici termali dei quali m’è grato offrire qui le piante, alcune illustrazioni e un breve commento. Anzitutto le terme della cittadina di Porto eretta da Claudio e da Traiano sull’ultimo tratto del canale navigabile che dal Tevere sboccava in mare. Piccolo edificio termale in cui si riconoscono una sala lunga, l’apoditerio, accanto a cui sono le latrine, un frigidarium e l’ambiente circolare per la stufa oltre a varie altre più piccole sale. Quattro poi sono le terme scoperte fino ad oggi in Ostia. Piccole quelle così dette marittime dalla loro posizione alla estremità della cinta urbana anzi erette sopra le mura stesse. Constano di una grande piscina preceduta da una stanza e di tre salette intercomunicanti a cui si accede a mezzo di un breve vestibolo: all’estremità di esso è una vasca. Mosaici ormai molto deteriorati decoravano i pavimenti di tutte le stanze. Più vaste ed importantì sono quelle che occupano la maggior parte del cosi detto palazzo Imperiale di cui si ammira una vasta sala da cui fu tolto il mosaico policromo che adorna oggi la sala dell’Immacolata Concezione al Vaticano. Altri mosaici di salette minori e l’apoditorio con sedile in muratura sono al posto; come è ancora in situ il mosaico del vasto peristilio centrale dal quale per mezzo di un ambulacro si accede ad una sala preceduta da due colonne con in fondo una piscina racchiusa da pareti con sette nicchie per statue. Ma le terme Ostiensi maggiori e di pianta più chiara sono quelle a cui si accede da via dei Vigili e dal Decumano massimo, interamente scoperte e contenenti una palestra. La fronte principale è formata da un grande portico prospiciente il Decumano sotto a cui si aprono due ingressi ornati

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TERME OSTIENSÌ: VEDUTA GENERALE - DA UN'ANTICA INCISIONE.

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PALESTRA DELLE TERME OSTIENSI - DA UN'ANTICA INCISIONE.