Excerpt
First pages of the volume, freely accessible.
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ASSOCIAZIONE ARTISTICA FRA I CVLTORI D'ARCHITETTVRA
VITORIO GRAVI
ARCHITETTVRA E ARTI DECORATIVE
RIVISTA D'ARTE E DI STORIA
CASA EDITRICE D'ARTE BESTEINI E TVMMINELLI
MILANO - ROMA
ANNO V · MCMXXVI
PUBBLICAZIONE MENSILE
FASC. V · GENNAIO
CONTO CORRENTE CON LA POSTA
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CANZO – VILLA DEL COMM. MAGNI
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MATITA NAZIONALE
PRESBITERO
- DA DISEGNO -
IN 17 GRADAZIONI
Intender non la può
chi non la prova ......
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CORRADO RICCI
Il Tempio Malatestiano di Rimini
VOLUME DI PAGINE 650 CON 670 ILLUSTRAZIONI
PREZZO LIRE 500
Il Tempio Malatestiano di Rimini è uno dei più gloriosi edifici del primo rinascimento italiano. L’opera interna di ricostruzione fatta da Matteo de’ Pasti, che riformò una chiesa francescana del secolo XIII, e la ricca decorazione scultoria compiuta da Agostino d’Antonio di Duccio e da’ suoi aiuti, basterebbero a renderlo interessante. Ma ben maggiore è il suo pregio per l’esterno, ossia per il grandiosissimo involucro marmoreo col quale Leon Battista Alberti cinse la mole preesistente, soddisfacendo al desiderio di Sigismondo Pandolfo Malatesta.
Uomo, quest’ultimo, vario e forte d’animo e d’intelletto, spregiudicato spesso nella vita e nella politica, soldato sempre valoroso, fu tra i signori del suo secolo (i quali cercavano la loro maggiore felicità e nobiltà nella coltura e nell’arte) uno dei più eletti e dei più singolari. Maraviglioso, d’altra parte, l’Alberti per vastità di mente e multiplicità di cognizioni, d’iniziative, di dottrina, d’attività; virtù che lo fecero proclamare precorritore dell’universale Leonardo.
Le due superbe anime si conobbero e si compresero. Sigismondo vide nell’Alberti l’artista della grande concezione classica e lo sovrappose al Pasti che si muoveva ancora sulle orme della tradizione gotica appena dissimulata dalla leggiadria paganizzante d’Agostino d’Antonio di Duccio. Nè basta: chè il magnifico monumento, poderoso al di fuori, elegante all’interno, s’accrebbe ancora grazie al fascino che vi portò l’amore: l’amore, cioè del Signore di Rimini per Isotta dagli Atti ch’egli ci volle celebrata, nei marmi e nei bronzi.
Purtroppo la grande chiesa (lontanissima dallo spirito mistico del santo, cui era dedicata, appunto per quel sofio d’amore e d’umanesimo che l’aveva invasa) restò interrotta quasi a rappresentare il rovescio delle fortune del Malatesta, assalito d’ogni parte, da papi, da principi e da repubbliche. A tale monumento CORRADO RICCI ha consacrato lunghi studi e lunghe ricerche, e la fortuna l’ha assistito come solitamente assiste chi s’accinge a un lavoro con fede, con tenacia, con passione. Ha fatto, perciò, scoperte importantissime nel Tempio, negli archivi e nelle biblioteche. I documenti finora inediti egli ha pubblicato o riassunto, quelli già noti ha riveduti sull’originale ed esaminati con spirito nuovo di critica.
La storia del monumento è così balzata intera nel suo processo costruttivo, nel suo aspetto artistico, nel suo valore, a così dire, sentimentale.
Ne è uscito un volume in 4° grande, di quasi 650 pagine, ricco d’altrettante illustrazioni, tratte da fotografie per la maggior parte eseguite appositamente per quest’opera e riproducenti ogni più piccolo particolare nonché una folla di disegni inediti, fra cui molte piante e spaccate.
La Casa Editrice, da parte sua, ha messo ogni impegno perchè il volume riuscisse degno dell’alto soggetto cui è consacrato.
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INDICE GENERALE DELL’OPERA
Parte I. – I PRINCIPI. Cap. I. Sigismondo Pandolfo Malatesta. – II. Isotta da Rimini.
Parte II. – GLI ARTISTI. Cap. III. Il Pisanello, Matteo de’ Pasti. – IV. Matteo Nuti, Cristoforo Foschi. Alvise Carpentiere. – V. Leon Battista Alberti. – VI. Agostino d’Antonio di Duccio. – Sigismondo architetto militare.
Parte III. – IL VECCHIO SAN FRANCESCO.
Parte IV. – IL TEMPIO MALATESTIANO. Cap. IX. Storia dei lavori. – X. L’esterno del Tempo. – XI. Stemmi, imprese, motti. – XII. L’interno. I portastemmi. Il sepolcro di Sigismondo. – XIII. La cappella di Sigismondo. – XIV. La cella delle reliquie. – XV. La cappella d’Isotta. – XVI. La cappella dei Pianeti. – XVII. La cappella della Madonna dell’Acqua e la cella della Vergine Consolatrice. – XVIII. La cappella dei Giuochi infantili. – XIX. La cappella delle Arti liberali. XX. Conclusione.
DOCUMENTI. Aggunte. Indice delle illustrazioni. Indice dei luoghi e delle persone. Indice generale.
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UGO * OJETTI - LUIGI DAMI
ATLANTE
DI STORIA DELL’ARTE ITALIANA
SECONDA EDIZIONE DAL 6° AL 20° MIGLIAIO
VOLUME I: DALLE ORIGINI DELL’ARTE CRISTIANA ALLA FINE DEL TRECENTO
In preparazione:
VOLUME II: DAL QUATTROCENTO ALLA FINE DELL’OTTOCENTO
L’insegnamento della Storia dell’arte nelle scuole secondarie non potrà essere frutuoso se l’insegnante non avrà a sua disposizione un libro di testo moderno, chiarissimo e agile nella disposizione della materia, ricco d’informazioni sicure e sobriamente sistemate, e di numerose e impeccabili riproduzioni delle opere.
Tale è l’Atlante composto dai due noti scrittori d’arte, secondo il programma ministeriale. Esso non è il solito libro di testo, arido se vuol essere breve, dannosamente verboso se vuol dilungarsi, ma un Atlante nel quale la abbondante informazione grafica è collegata in un indissolubile sistema con la concisa informazione scritta.
Rapide indicazioni inquadrano per le varie epoche le vicende della storia dell’Arte in quelle della storia generale della Civiltà. A ogni periodo d’arte, gruppo di monumenti, o grande figura d’artista è dedicato un breve e sostanziale cenno che ne indica i caratteri, le derivazioni e le connessioni. Segue una sagace scelta di riproduzioni delle opere, in modo che la fisionomia del periodo, dell’artista, della scuola appaia nei suoi lineamenti essenziali. Compendiose diciture illustrano ciascuna riproduzione e mettono in evidenza le particolarità più importanti, completando così il quadro dato dal cenno generale.
Ma il nostro libro non servirà per le scuole soltanto. Nessuna persona colta, nel rinnovato interessamento per la nostra grande arte, potrà fare a meno di questo sommario di Storia dell’Arte Italiana, di un tipo così nuovo e così saggiamente pratico.
Il 1° volume elegantemente rilegato, in 4°, di circa pagine 150 e 740 illustrazioni . . . . L. 30,-
Il 2° volume di circa pag. 250 e circa 1000 illustrazioni (in preparazione) . . . . L. 40,-
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DECORAZIONI IN STUCCO DI E. ARCIERI
ROMA
VIA PROPAGANDA FIDE, 16
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SOMMARIO DEL V FASCICOLO - ANNO V.
SCIPIONE TADOLINI: Primi albori della Rinascenza in Roma, con 5 illustrazioni.
ROBERTO PAPINI: Le Arti Decorative a Parigi nel 1925: I° - L’Architettura, con 37 illustrazioni.
Commenti e polemiche: La facciata del Palazzo Comunale di Ferrara, con una illustrazione.
Bollettino Bibliografico.
Cronaca dei monumenti, con 2 illustrazioni.
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COMITATO DI REDAZIONE:
Direttori: GUSTAVO GIOVANNONI - MARCELLO PIACENTINI
Redattore capo: CARLO CECCHIELLI
Redattori: GIULIO QUIRINO GIGLIOLI - VITTORIO GRASSI - GIUSEPPE LUGLI - ANTONIO MARAINI - PAOLO MEZZA-NOTTE - ROBERTO PAPINI - GIUSEPPE TORRES - GHINO VENTURI.
REDATTORI CORRISPONDENTI IN TUTTE LE CITTA ITALIANE ED ALL’ESTERO.
DIREZIONE: ROMA, Via Michelangelo Caetani, 32, Palazzo Mattei.
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO
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Italia e Colonne
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Estero
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spedizione semplice
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spedizione raccomand.
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spedizione semplice
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Abbonamento per l’annata in corso . . . . . . . . . . . . . . . . L.
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150.—
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157.50
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180.—
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195.—
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Id. con copertine in tela e oro per rileg. in 2 vol. . . . . . . . . . . . . . . . „
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180.—
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187.50
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210.—
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225.—
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Fascicoli separati dell’annata in corso . . . . . . . . . . . . . . . . „
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15.—
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15.65
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18.—
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19.25
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IMPORTANTE. — Le spedizioni NON RACCOMANDATE si intendono a rischio del destinatario. Consigliamo perciò di autorizzarci a spedire la rivista RACCOMANDATA, così che essa giunga puntualmente e regolarmente agli abbonati, in Italia ed all’estero.
ARRETRATI. — Annata I (6 fasc. doppi): a fasc. sciolti L. 300, rilegata L. 350. Ogni fascicolo separato L. 55.—
Annata II e III (12 fasc. sempl.): „ „ L. 250, „ L. 300. „ „ „ L. 25.—
Copertine sciolte, in tela e oro, per la rilegatura dei 2 volumi di ogni annata . . . . . . . . . . . . . . . L. 30.—
(Aggiungere le spese di porto e raccomandazione).
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AMMINISTRAZIONE: MILANO, Viale Piave, 20 (gia Monforte).
Gli abbonamenti si ricevono presso tutte le sedi della Casa editrice BESTETTI & TUMMINELLI:
MILANO (20) — Viale Piave, 20 (gia Monforte) - Telef. 20-900
ROMA. (.15) — Via M. Caetani, 32 (Pal. Mattei) „ 37-97
VENEZIA (23) — Piazza S. Marco Telefono 1-16
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Fig. 1 - OSPEDALE DI SAN GIOVANNI - PARTE ALTA DELLA PORTA.
PRIMI SEGNI DELLA RINASCITA IN ROMA
Uno dei fenomeni più grandiosi e tipici che lo studioso rileva in Roma è la continuità della tradizione architettonica nel Medio Evo. Come le leggende di Roma imperiale alimentano tutta la poesia medioevale, come il pensiero del regime universale di romanità dà vita costante alla grande tradizione dell’impero dantesco, così il ricorso degli antichi edifizi mantiene costante il sentimento dell’arte architettonica pur nei periodi più tristi, là dove questo ricordo è reso ancor vivo ed immanente dai ruderi, cioè in Roma.
Ciò spiega come tutte le correnti stilistiche si spuntino qui, passano gli schemi costruttivi bizantini a pianta centrale, le chiese lombarde e romaniche con i tentativi allora nuovi di coperture a volta, ma Roma non se ne accorge; seguita a costruire edifici basilicali nel XII secolo, presso a poco come nel IV, e solo ammette qualche particolare estraneo: i campanili lombardi, i musaicì bizantini, le suppellettili e le piccole cornici semi barbariche.
Così la magnifica manifestazione dugentesca dei Cosmati esplicatasi in tanti meravigliosi chiestri e culminata nell’atrio di Civita Castellana, di Jacopo e di Cosma (fig. 2) e nella facciata di S. Giovanni in Laterano di Nicola d’Angelo, è stata trattata piuttosto come un fenomeno sporadico, mentre quasi nessuno ha pensato a collegarla con le altre manifestazioni precedenti e posteriori.
Alla fine del secolo però la tradizione sembra vacillare sotto l’ondata della nuova moda esotica, ed i Cosmati del 2° periodo sono gotici come i loro maestri Arnolfo e Giovanni Pisano, pur serbando alcuni dei loro caratteri speciali. Chi potrebbe prevedere che sarebbe avvenuto della loro arte nel seguente secolo, e come si sarebbe svolto, qui più che in qualunque altra regione italiana il tipico fenomeno che il Giovannoni,