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ASSOCIAZIONE ARTISTICA FRA I CVLTORI D'ARCHITETTVRA
VITORIO GRASSI
ARCHITETTVRA
E
ARII DEČORAÏVE
RIVISTA D'ARIE E DI STORIA
CASA EDITRICE D'ARIE, BESTETTI E TVMMINELLI
MILANO - ROMA
ANNO III · MCMXXIII
PVBBLICAZIONE MENSILE
FASC. II · OTTOBRE
CONTO CORRENTE CON LA POSTA
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Fig. 22. - RICOSTRUZIONE DELLA CASA IN VIA DELLA FORTUNA (ARCH. I. GISMONDI).
LE ORIGINI LATINE DELL’ABITAZIONE MODERNA
II.
PORTICI E BOTTEGHE. — Lo sviluppo dei portici sulla fronte delle case risalirebbe all’età di Nerone che nella ricostruzione di Roma li avrebbe voluti a protezione degli isolati contro gli incendii. In Ostia li troviamo non solo lungo le strade più larghe — Decumano e via del Tempio — ma anche su vie minori come via della Fortuna.
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Fig. 23. - OSTIA: TABERNA RICAVATA NELLO SVILUPPO DI UNA SCALA A POZZO.
La loro presenza accresce decoro e signorilità alla strada, senza che per essi debba essere variato il tipo delle case, le quali, invece di appartamenti hanno al piano terra delle botteghe; sopra i portici è naturale supporre delle terrazze, solaria, le quali sostituivano i balconi per il primo piano delle abitazioni (fig. 1 in fasc. 1.° e 22); ciò che s'accorda pienamente con la testimonianza di Svetonio (Ner. 16).
Quanto alle botteghe esse sono in gran numero anche a Ostia. Quando la casa è a portici esse occupano tutta la fronte del piano terra; dove portici non sono, esse sono sostituite dagli appartamenti sia per una sola parte sia per tutta intera la lunghezza del caseggiato. Coperte a volta e con solai in legno, comunicano quasi sempre con una stanza superiore mediante una scaletta coi primi gradini in muratura e gli altri in legno. Le loro grandi aperture venivano chiuse con tavole scorrenti in basso in un canaletto della soglia di tra-
vertino e in alto, in un altro canaletto ricavato nell'architrave di legno; e se ne assicurava la chiusura mediante due paletti fermati nel centro da una serratura. Per la chiusura interna si usava una trave di legno che veniva forzata entro due fori negli stipiti delle porte. Queste porte avevano telaio in legno di cui rimangono evidenti tracce sul muro.
ANGIPORTI E SCALE. — L’angiporto è in Ostia un passaggio coperto che unisce le due facciate della casa sia che il caseggiato stia tra due strade, via della Fontana, sia che stia tra una strada e una area privata, casa dei Dipinti. È insomma una specie di androne, ricavato sempre accanto al vano delle scale, il quale attraversa il caseggiato in larghezza facilitando le comunicazioni. Talvolta si aprono sotto di esso gli ingressi agli appartamenti del piano terra (fig. 24); ma probabilmente, pur restando area privata, esso doveva essere un accesso libero a chiunque non volesse girare tutto il caseggiato per recarsi da una strada all'altra.
Il largo e il saggio impiego delle scale è una delle più salienti rivelazioni delle case ostiensi. Richieste dall'altezza di queste, esse sboccano direttamente sulla stra-
Fig. 24. - OSTIA: PIANTA DELLA CASA DI VIA DELLA FONTANA.
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Fig. 25. - OSTIA: RICOSTRUZIONE DI UNA CASA IN VIA DELLA FONTANA (ARCH. I. GISMONDI).
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Fig. 26 - OSTIA: SCALA A POZZO PRESSO LA CURIA.
da e sul cortile interno, e la loro distribuzione è studiata in modo da rendere indipendenti le comunicazioni tra i varii appartamenti.
Gli appartamenti a piano terra comprendenti anche il primo piano avevano sempre la scala interna di comunicazione; qualche volta però al primo piano si accedeva anche dalla scala esterna.
La distribuzione delle scale nei caseggiati non è mai capricciosa, essendo le scale, intese anche dai Romani come elemento sostanziale di ordine e di economia distributiva: talvolta sono esse che dividono in più corpi il caseggioato. Tutte in muratura – le scale in legno sono limitate in Ostia agli ammezzati delle botteghe – si svolgono per la maggior parte in facciata illuminate su ciascun pianerottolo da finestre. È erroneo quindi ritenere, come s’è rite-
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Fig. 27. - OSTIA: CASA DEI DIPINTI - FACCIATA SUL CORTILE.
Fig. 28. - OSTIA: CASA DEI DIPINTI - RICOSTRUZIONE DELLA FACCIATA SUL CORTILE (ARCH. I. GISMONDI).
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Fig. 29. - OSTIA: CASA DEL LARARIO - CORTILE CON BOTTEGHE (fol. Alinari).
nuto, che le scale fossero in antico poche e buie e quasi sempre di legno.
La forma predominante di queste scale è quella con branche comprese fra le due pareti in muratura; più rare invece le scale con pozzo interno (fig. 23, 26). A sostegno dei gradini è preferibilmente adoperata la vòlta a botte saliente, per le scale a pozzo i gradini poggiano su volte impostate sui pianerottoli. I pianerottoli sono sostenuti da vòlta a botte, lunettata o no, secondo i casi, oppure da piccole vòlte a crociera. Gli scalini sono o di travertino o di mattoni, oppure collo spigolo in legno.
Ai piani si sale generalmente con una sola branca di scale, e, di solito, le branche e i ripiani sono ciascuno sopra la medesima colonna.
Decorativamente dove non vi siano portici, le scale quasi sempre sono contrassegnate sulla facciata, da lesene e tímpano, come gli ingressi delle abitazioni a piano terra e come queste avevano la loro porta a due sortite.
Cortili. – Anche la distribuzione interna dei caseggiati Ostia si rivela con nuovi particolari.
Primo, il cortile, il quale ha l’ufficio di
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BAZAAR WEST OF THE CAPITOL - OSTIA
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Elevation
Fig. 30. - OSTIA: CASA DEL LARARIO (RICOSTR. ARCH. LAWRENCE).
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NICHE IN CORTILE OF BAZAAR work of J. Walford
SCALE - 2 in to 1/5
Walt & Drawn, Nov 1921
Fig. 31. - OSTIA: TIPO DI EDICOLA (LARARIO).
raddoppiare le facciate in quelle case che non possono fronteggiare su due strade. Il cortile non è paragonabile né all’atrio né al peristilio della casa greco-romana, sia perchè esso può servire a più cose (es. casa dei dipinti) sia perchè esso è utilizzato da tutti i piani e dagli appartamenti del caseggiato che vi aprono porte e finestre, e che sviluppano, per mezzo del cortile, una serie di ambienti interni.
Il cortile che di solito forma corpo con l’appartamento del piano terra ed appartiene quindi, quanto a suolo, solo al proprietario o ad uno degli inquilini, può anche essere messo a servizio di botteghe come è nella casa del larario (fig. 29) dove parecchie taberne si aprono su di esso e il cortile stesso serve di comunicazione tra le due strade di questa casa d’angolo (fig. 30). I cortili hanno talvolta loggiati,
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Fig. 32. - OSTIA: TIPO DI EDICOLA (LARARIO).
tanto a piano terra quanto ai piani superiori. Ma più comunemente il cortile serve a dar luce e aria al piano terra che le riceve per mezzo di aperture ad arco, raramente mediante finestre: in modo che questi cortili possono riaccostarsi, salvo le proporzioni minori, ai cortili a portico dei palazzi della rinascenza.
Nel cortile trovan posto e le scale in muratura per il primo piano, e fontane o vasche per la distribuzione dell’acqua: e poichè esso sostituisce l’atrio della domus tradizionale, sulle mura del cortile si dispongono uno o più lararia, costituiti da bassorilievi in terracotta incorniciati da listelli laterizi, oppure graziose edicolette a nicchia in cotto con lesene e frontespizio e colla calotta della vòlta a tasselli di mattoni e pomice in modo che ne risulta una semplice e simpatica policromia (fig. 31, 32).